L'INCIDENTE

Chef Attianese morto in Thailandia: impatto devastante. Era senza casco

Il 40enne di Rezzato vittima di una fatale caduta con il motorino: arrivato nel Paese asiatico nel 2019, gestiva un ristorante
Mattia Attianese ha perso il controllo del motorino ed è caduto picchiando  la testa contro una palo della luceMatteo Attianese, lo chef di 40 anni morto in Thailandia
Mattia Attianese ha perso il controllo del motorino ed è caduto picchiando la testa contro una palo della luceMatteo Attianese, lo chef di 40 anni morto in Thailandia
Mattia Attianese ha perso il controllo del motorino ed è caduto picchiando  la testa contro una palo della luceMatteo Attianese, lo chef di 40 anni morto in Thailandia
Mattia Attianese ha perso il controllo del motorino ed è caduto picchiando la testa contro una palo della luceMatteo Attianese, lo chef di 40 anni morto in Thailandia

Il giorno dopo fa ancora più male. La scossa di una notizia così tragica inizia ad essere metabolizzata ma sempre mal vissuta. La tragica scomparsa di Matteo Attianese, lo chef 40enne di Rezzato morto in un incidente stradale a Pattaya in Thailandia, è una cruda realtà alla quale non si può fuggire. In pochissimo tempo la dinamica del sinistro mortale tracciata dalle autorità locali è stata ricostruita. Il 40enne bresciano ha perso il controllo del suo scooter Yamaha Nmax ad alta velocità lungo la Jomtien Road, nel distretto di Nong Pruea, andando a sbattere violentemente contro un palo della luce. Un impatto tremendo, un tonfo fortissimo ad aver richiamato, nel cuore della notte, alcuni abitanti della zona. Sarebbero stati i primi ad accorrere sul luogo dell'incidente trovando Matteo Attianese a terra esanime.
L'assenza del casco protettivo ha purtroppo avuto un esito devastante nell'economia del sinistro. Il corpo di Matteo Attianese verrà cremato in Thailandia. Un primo rito religioso verrà eseguito nei prossimi giorni nel tempio di Pattaya. In queste ore il padre Nicola ed il fratello sono pronti a volare nel sud-est asiatico per presenziare alla cerimonia. Le ceneri dello chef bresciano non rientreranno in Italia prima di 15 giorni, forse qualche settimana. Di questo se ne sta occupando l'ambasciata italiana in contatto con la famiglia e le autorità thailandesi. In queste ore di dolore sono continui e numerosi i messaggi di cordoglio e ricordo per Matteo sul suo profilo Facebook. «Sei volato via così all’improvviso, quante avventure tra di noi: mi hai lasciato così...» il pensiero di Enrico. «Ho solo ricordi belli di te. Ti voglio bene amico mio» commenta Paolo.
«Il tuo ricordo è il mio ricordo da cui non mi separerò mai. Mi manchi!» scrive commossa l'amica Chiara. Gli amici, quelli di sempre, quelli che anche da lontano non hanno mai fatto sentire distante Matteo si stanno mobilitando per una raccolta fondi. Si tratta di un aiuto concreto per la famiglia in questo momento delicato e di dolore. A Rezzato, paese natale di «Attia», così lo conoscevano tutti e lo chiamavano amichevolmente gli amici, la notizia intanto ha preso il sopravvento. Nel Comune della Valverde si ricorda con affetto e commozione quel giovane con il sorriso stampato sul viso, quegli occhi vispi e scintillanti a far trasparire la voglia di vivere e di puntare ogni volta a nuove imprese. Come quella che lo aveva portato lontano da casa, in Thailandia, inizialmente per aiutare un amico ad aprire un locale salvo poi stabilirsi iniziando una nuova avventura come chef. Per anni, a Brescia, Matteo Attianese aveva lavorato come pizzaiolo alla Cascina dei Sapori di Antonio Pappalardo. Il sogno nel cassetto, una volta tornato dalla Thailandia, sarebbe stato aprire una propria attività. Un desiderio destinato a rimanere incompiuto a causa di una sorte crudele che lo ha strappato all'affetto di amici e parenti.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA