Stadio non a norma? Il conto sarà pesante

Lo stadio comunale di Botticino è fuori norma da cinque anni
Lo stadio comunale di Botticino è fuori norma da cinque anni

Potrebbero esserci conseguenze giudiziarie sul mancato rinnovo delle certificazioni di sicurezza dello stadio comunale di Botticino. Nonostante da cinque anni fosse sprovvisto di test sulle misure antincendio e di prevenzione sismica, l’impianto ha ospitato partite di rugby e di calcio. Ieri il sindaco Gianbattista Quecchia ha incontrato i responsabili delle società che utilizzano la struttura di via Longhetta che resterà chiusa, a prescindere dall’evoluzione delle misure anti-contagio fino a quando non sarà varato nuovo piano di prevenzione incendi. «Nei prossimi giorni faremo il punto con lo studio di ingegneria incaricato di rinnovare il certificato di prevenzione incendi – spiega il sindaco – per avviare l’iter. Si tratta di operazioni che avranno un peso non indifferente sulle casse comunali». Nei cinque anni trascorsi senza le certificazioni, molte delle norme sono state modificate e sarà necessario adeguare lo stadio dove non è stata effettuata alcuna verifica sismica. Ma sulla questione del mancato rinnovo del certificato di prevenzione incendi aleggia l’ombra della magistratura, visto che una vicenda simile si è verificata a Montichiari dove la procura fece scattare il sequestro del velodromo. Venne aperta un’inchiesta per aspetti legati alla sicurezza. L’impianto è stato ora riaperto per gli allenamenti delle nazionali, ma le opere di messa a norma attendono ancora l’ultimo step. Il caso di Botticino è emerso in modo quasi casuale. Il rinnovo della pratica cinque anni fa era in carico alla Giunta uscente. I tecnici dello studio di ingegneria incaricati di ottenere il timbro sulla certificazione dall’attuale sindaco hanno appurato che lo stadio comunale non era coperto dall’analisi dei rischi in caso di roghi. •. V.Mor.