11 dicembre 2019

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20.08.2019

Regina del turismo,
Limone scalza
Sirmione

Sirmione non è più la «terra promessa» dei turisti. La città delle Grotte di Catullo è stata scalzata dal trono da Limone, capitale delle spa di lusso e «culla» della ciclovia a strapiombo sul lago. Nel 2018 l’ex borgo di pescatori dell’alto Garda ha fatto registrare il più alto numero di presenze tra le località bresciane. È quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia, su dati Istat, delle mete più visitate su scala regionale. Milano è la città più visitata, con 12.059.00 presenze, seguita sul podio dalle due capitali del turismo bresciano del lago: Limone con 1,293 milioni e, appunto, Sirmione con 1,237 milioni di presenze. Nella top ten figurano anche Desenzano con 890 mila ospiti, Manerba del Garda con 630 mila, San Felice con 597 mila e Brescia con 591 mila. Il 2018 è stato un anno d’oro per l’alto Garda, come emerge dalle percentuali di crescita delle presenze. Limone ha fatto registrare il +9,6% rispetto all’anno precedente, ma altri due Comuni del Parco hanno ottenuto performance straordinarie. Tra i 30 paesi di maggior richiamo dei turisti si osserva infatti una crescita delle presenze rispetto a quelle rilevate l’anno precedente a Toscolano-Maderno (+7,3%) e a Tignale (+5,8%). IL «SORPASSO» DELLA «piccola» Limone sulla raffinata Sirmione riporta alla mente analogie con l’omonimo e celeberrimo film di Dino Risi. Del resto la rinascita di Limone coincide proprio con quegli anni: quelli del cosiddetto miracolo economico, quando l’economia italiana dopo la Seconda guerra mondiale non aveva solamente ingranato, ma aveva portato il Paese a diventare una potenza mondiale. In quel periodo il piccolo borgo di pescatori al confine col Trentino si stava felicemente adeguando, tra vendite di «picarèle» di agrumi sui meandri della Gardesana, ma soprattutto iniziando a convertire le abitazioni in alberghi. Al punto tale che, sempre secondo il report, nel 2017 Limone è primo nella speciale classifica nazionale per «pressione turistica», ovvero il numero di presenze turistiche rapportato a mille abitanti. LA SPINTA decisiva è stata impressa il 14 luglio, quando alla presenza del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli è stata inaugurata la spettacolare ciclopedonale a sbalzo sul lago, che da Capo Reamol conduce al confine trentino. Finanziata con il contributo dei fondi dei Comuni Confinanti per un importo di 7 milioni e 620 mila euro, circa 3.500 al metro lineare, è percorribile 24 ore su 24 grazie a led luminosi. Per rendere l’idea del successone, giovedì scorso nella giornata di Ferragosto sono stati conteggiati 2817 passaggi, 3281 il giorno dopo, venerdì, 2825 sabato e 2766 domenica. «E venerdì all’ora di pranzo – annuncia il sindaco di Limone Antonio Martinelli – festeggeremo con il collegamento in diretta nell’edizione delle 12.25 di Studio Aperto, su Italia Uno, il traguardo dei 400 mila passaggi sulla ciclopedonale». La ciclovia da brividi è diventata una sorta di Ponte di Christo, ma a differenza dell’opera sul Sebino, quella di Limone è permanente e presto potrebbe raddoppiare il suo appeal congiungendosi con il tratto del Trentino. Il segreto del successo? «Nessun segreto – è la tesi di Franceschino Risatti nella duplice veste di vicesindaco e albergatore -: o meglio, chi lavora bene è sempre premiato dai numeri. Negli ultimi 4 anni di boom, favoriti anche dalla crisi internazionale che aveva penalizzato le mete mediterranee, tanti hanno pensato solo ad incassare, aumentando i prezzi senza elevare la qualità dell’offerta. Adesso in questa stagione in cui tanti turisti hanno ripreso a frequentare destinazioni estere a basso costo, i risultati purtroppo si vedono. Servirebbe più serietà in generale». Speculare sui momenti magici, insomma, non paga. Meglio capitalizzare le risorse territoriali con progetti calibrati al target dei turisti. LO SANNO BENE a Tignale e Toscolano, dove senza tanti voli di fantasia si è scelto l’essenziale, valorizzando i gioielli di famiglia. «Dietro il rilancio turistico c’è una pianificazione a lungo termine – è l’analisi del vicesindaco di Tignale Luigi Bertoldi –: abbiamo puntato sul comparto famiglia, mettendo in pratica la filiera virtuosa dell’enogastronomia che si sposa col territorio e l’ambiente. La cartina di tornasole è rappresentata dalla conferma del riconoscimento regionale di Tignale come eco-museo, le 5 vele di Legambiente per la qualità delle acque e la balneazione, la Bandiera arancione del Touring Club Italiano». Per Toscolano Maderno invece, il personalissimo Rinascimento in chiave turistica è rappresentato dalla riscoperta del vasto entroterra in chiave sportiva, escursionistica e soprattutto culturale, con la riconversione dei secolari insediamenti industriali nella valle delle Cartiere. «Sercà ’l frèt per el lèt», cercare inutili complicazioni, è da sempre un proverbio tenuto in considerazione nell’alto Garda, che sta raccogliendo i frutti di quanto seminato in passato contenendo gli effetti della flessione generale annunciata per il 2019. Le variazioni al ribasso delle presenze, annunciano gli operatori, saranno quasi impercettibili, e comunque c’è tempo per recuperare il deficit di ospiti. •

Luciano Scarpetta
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