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19.07.2019

Addio alle suore dopo 135 anni: lasciano un vuoto

La  chiesa del grande conventoL’immenso patrimonio immobiliare del convento: 16 mila metri quadrati fra parco e fabbricati nell’abitato di Castegnato: quale futuro avrà?Le suore di Maria Bambina: lasceranno Castegnato dopo una presenza importante durata 135 anni
La chiesa del grande conventoL’immenso patrimonio immobiliare del convento: 16 mila metri quadrati fra parco e fabbricati nell’abitato di Castegnato: quale futuro avrà?Le suore di Maria Bambina: lasceranno Castegnato dopo una presenza importante durata 135 anni

La notizia si è diffusa velocemente in paese, confermando quelle voci che da tempo circolavano tra la gente: il Convento delle suore di Maria Bambina, dopo 135 anni, il prossimo 15 settembre chiuderà, privando Castegnato di una presenza che è parte integrante della storia e della comunità locale. C’È PERÒ un interrogativo che si pongono in molti: che ne sarà di questo edificio, un immenso complesso di circa 20 mila metri cubi, con una superficie coperta calpestabile di circa 4.500 metri quadrati (su tre piani, chiesetta e chiesa comprese) su un’area con grande parco, di circa 16 mila metri quadrati? Un patrimonio il cui destino è adesso tutto da scoprire. Intanto la notizia è l’addio alle suore. Parte integrante della storia locale perché l’edificio che le ha ospitate dal 1884, ha le sue origini nel 1669, nato come «Conservatorio delle citelle», dove venivano accolte giovani che non avendo intenzione di legarsi ai voti, sentivano il bisogno di fare vita ritirata. Il Conservatorio, guidato da una Priora, si trasforma poi in Collegio (da qui la denominazione a tutt’oggi della via) per le figlie di famiglie nobili prive di dote. Il Conservatorio-Collegio subisce varie trasformazioni fino allo scioglimento Napoleonico; nel 1749 la nobildonna Martinengo, per garantire la sopravvivenza economica, dà vita all’educandato femminile. NEL 1858 l’opera viene assunta dalle Suore Maestre Dorotee di Brescia, guidate da don Berzi, che per le propagazioni eretiche, viene condannato dall'Ufficio Ecclesiastico, per cui le Dorotee si dividono. Con l'uscita delle Suore Dorotee, nel 1884 in via Collegio arrivano le Suore di Carità delle Beate Capitanio e Gerosa, che trasferivano una succursale dell'Istituto «Casa Provvidenza» di Brescia, destinata alla correzione delle ragazze traviate. La Casa Riformatorio rimane aperta per quattro anni. In seguito alla necessità di trasferire da Lovere le suore anziane, viene acquistato lo stabile che viene restaurato secondo le esigenze sanitarie, per il sollievo e le cure delle suore che lasciavano l'Istituto. Parte integrante della comunità locale perché sin dall’inizio le suore collaborarono con la parrocchia, mettendo a disposizione dei locali per l'oratorio, per la catechesi e per la scuola di lavoro, molto frequentata dalle ragazze con profitto, ed apprezzata dalle famiglie. Nel 1895 le suore danno inizio all'Asilo infantile parrocchiale «Regina Margherita» (oggi Ente morale con micro nido e scuola dell’infanzia) staccandosi ogni mattina dalla comunità e ritornandovi alla sera. Il vuoto che la partenza delle suore lasceranno è molto grande e Castegnato ha già cominciato a meditare, recuperandola, la storia della presenza delle suore ed il loro servizio alla comunità. COME SEGNO di ringraziamento Parrocchia e Comune, con il Comitato di San Vitale, a maggio, nell’ultima recente ricorrenza, hanno dedicato una mostra alla storia dell’edificio ed alle suore di Maria Bambina, dando alle stampe in numero limitato, un fascicoletto con cenni storici dal 1669 sino oggi con fotografie ed immagini. Iniziative per il saluto ufficiale sono in programma per la metà di settembre. •

Giuseppe Orizio
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