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13.12.2019

Bimbo investito, scarcerata la conducente

La decisione del giudice è arrivata al termine della convalida
La decisione del giudice è arrivata al termine della convalida

Mario Pari Paolo Cittadini Tornata in libertà. L’arresto non è stato convalidato per una questione tecnica, l’assenza di flagranza e quasi flagranza. Dodici, quindi troppe per il giudice, le ore trascorse tra l’investimento del passeggino e l’arresto della 22enne di Coccaglio che era al volante della 500. L’UDIENZA di convalida del provvedimento di Alice Zani si è tenuta davanti al gip Christian Colombo. Alice Zani era assistita dagli avvocati Giacomo Nodari e Irene Scaratti. In aula anche il pm Ambrogio Cassiani che ha chiesto la misura cautelare dei domiciliari, cui la 22enne era stata sottoposta 12 ore dopo l’incidente di martedì mattina a Coccaglio. Ma l’istanza del magistrato è stata respinta. Il pm Cassiani ha già depositato ricorso in Cassazione contro la mancata convalida. L’indagata non si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ha fornito la propria versione dei fatti rispondendo alle domande del gip: ha spiegato che, nel punto dell’incidente, le stavano rendendo difficoltosa la guida i riflessi del sole e del ghiaccio sul parabrezza. Stava uscendo da una curva quando ha sentito il rumore prodotto dall’impatto dell’auto, con quello che ha ritenuto essere un paletto. A quel punto sarebbe andata nel panico pensando ai danni procurati al veicolo, anche ricordando un incidente, senza sue responsabilità, accaduto nei mesi precedenti. Per questo non si sarebbe fermata, tranquillizzandosi solo una volta arrivata sul luogo di lavoro e dopo aver verificato che i danni alla vettura erano limitati. Ma il giudice, in merito, non ritiene credibile il racconto della giovane, convinta di aver colpito un paletto. Tra le ragioni, per il magistrato, l’impossibilità che abbia ricondotto il rumore all’urto con l’oggetto ormai superato. Ma, sempre il giudice Colombo evidenzia che la giovane è incensurata e che le è stata ritirata la patente di guida il giorno dell’investimento. Non solo. Sottolinea che la ragazza ha ammesso, a suo sfavore, di avere avuto un violento scontro dove e quando il fatto è avvenuto. A QUESTO va aggiunto che per il giudice non è possibile, senza altri elementi, una ricostruzione della dinamica dei fatti più dettagliata dell’attuale per poter pervenire a una maggior definizione della condotta della 22enne. Infine ci sono l’assenza di dati ulteriori «sul fatto» e sulla personalità della ragazza. Questo fa in modo, per il gip, che non si possa ipotizzare che la ragazza, incensurata e senza patente di guida, possa commettere fatti simili all’investimento di Coccaglio. Sulle condizioni di salute del bimbo di due anni la ragazza si è informata, prima dell’udienza, dal suo difensore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari Paolo Cittadini
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