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14.12.2019

Dai cantieri alla giustizia: «Insieme ai magistrati per trovare i responsabili»

Infortuni: il fronte giudiziario  è un’altra sfida oltre alla  prevenzione
Infortuni: il fronte giudiziario è un’altra sfida oltre alla prevenzione

Alla ricerca di soluzioni condivise a problematiche settoriali, al servizio di Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro sono stati costituiti negli anni diversi gruppi operativi composti da medici del lavoro, tecnici, Asv, ingegneri, portatori di un patrimonio di esperienza insostituibile. Strutturati in gruppi multidisciplinari, si occupano di ambiti differenti, ma con una finalità comune. «ATTUALMENTE - ha spiegato il nuovo direttore del Servizio Psal, dottor Roberto Trinco -, si sono aggiunti gruppi multidisciplinari che si occupano di linee di attività strategiche e complesse, come la imminente costruzione del tratto Tav Brescia-Verona e del raccordo autostradale della Val Trompia. Le competenze sono elevate per ogni attività in specifici settori produttivi, dalle lavorazioni galvaniche oppure alla logistica, come nei diversi ambiti di rischio, ad esempio stress lavoro correlato, posture, movimentazione carichi». SONO IN CORSO attività di verifica nelle strutture sanitarie anche per rischi lavorativi emergenti, come le aggressioni. A programma, ogni anno, nel piano della formazione aziendale si procede inoltre con una serie di interventi a favore della crescita professionale e personale dei dipendenti. «Nel 2019 - ricorda il direttore del servizio Psal - se ne sono tenuti alcuni dedicati all’aspetto lavorativo in senso stretto ed altri all’ambito comunicativo e relazionale. Fra lo scorso anno e quello in corso è stata proposta ed effettuata da Ats una formazione d’aula multidisciplinare con l’intervento di tutti gli operatori delle èquipe assieme ai due magistrati, da poco giunti a Brescia, che allora si occupavano prevalentemente di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nonché di un esperto di comunicazione». GLI INCONTRI a cui fa riferimento il dottor Roberto Trinco si sono focalizzati su un caso di infortunio particolarmente articolato, in cui alcuni operatori hanno interpretato le figure principali della vicenda e i magistrati hanno esplicitato le possibili modalità di intervento. Lo scopo principale era di migliorare le capacità comunicative per gli operatori, che spesso si trovano a testimoniare durante i processi. I casi che riguardano gli infortuni sono difficili da risolvere: la loro ricostruzione è basata su dichiarazioni di testimoni, di colleghi di lavoro e della gerarchia aziendale. «Talvolta sono contrastanti fra di loro - spiega il dottor Trinco - anche rispetto a situazioni oggettivabili, come la macchina non a norma, o la procedura mancante. La difficoltà è risalire al possibile responsabile dell’infortunio, per difformità tra organigramma aziendale ufficiale e quanto realmente viene attuato nella specifica realtà, se non dimostrabile con prove».

S.DU.
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