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18.06.2019

La parrocchia riapre le porte della fede

I lavori sono affidati ai professionisti Ercole Rini e Alberto FranchiniUn lavoro amorevole e certosinoSul portale di  San Fermo anche numerosi pallini di fucilate
I lavori sono affidati ai professionisti Ercole Rini e Alberto FranchiniUn lavoro amorevole e certosinoSul portale di San Fermo anche numerosi pallini di fucilate

I portoni delle Chiese di Sulzano, la Parrocchiale intitolata a San Giorgio e quella più antica in collina dedicata a San Fermo, la cui edificazione viene fatta risalire alla fine del dodicesimo secolo, sono oggetto in questi giorni di un restauro completo, per essere riportate allo splendore. Il lavoro è stato commissionato dal parroco Don Piero Zanardini, appoggiato da Consiglio pastorale e Associazione Amici di San Fermo. SONO SEI i portali sotto la lente di ingrandimento dei restauratori professionisti Ercole Rini e Alberto Fanchini. Quattro sono quelli di San Giorgio, di cui due a doppia battuta con passaggio pedonale, oltre ai portoni esterni. Altri due invece sono gli ingressi della chiesa di San Fermo: quello principale, a doppia battuta, e quello presente sulla fiancata destra. «Da parecchio tempo - ha sottolineato il parroco - avevamo ravvisato questa necessità. Grazie quindi all’interessamento dell’Associazione San Fermo, che si occupa della manutenzione e della valorizzazione della chiesetta in collina, abbiamo deciso di agire, ampliando il progetto anche alla Parrocchiale. Sono due chiese molto belle, seppur non di grandi dimensioni. La comunità si identifica in esse - sottolinea don Piero - e la gente qui tiene molto ai suoi punti di riferimento della fede: è anche grazie alle elemosine ed ai contributi dei nostri parrocchiani che abbiamo trovato i fondi per sistemare gli ingressi». UNA CURIOSITÀ: i restauratori, nella fase iniziale di recupero, hanno anche trovato tracce di alcune fucilate, risalenti agli anni ‘70. Centinaia di pallini in piombo sono stati estratti dal massiccio legno in noce: «Si vede - scherza don Piero - che qualcuno era arrabbiato col prete di allora. L’importante ora è sistemare e riportare gli ingressi alla bellezza che meritano». «La prima fase - ha spiegato Ercole Rini - prevede lavoro di pulitura dei materiali sovrapposti non coerenti. Quindi si provvederà al consolidamento ed al seguente trattamento antiparassitario ed alla finitura. A San fermo invece i portoni, risalenti al 1600, sono molto ammalo rati, ed il lavoro sarà certamente più complesso». I lavori di restauro delle chiese, che in questo periodo sono luogo di decine di visite da parte dei turisti e rimangono comunque aperte ai fedeli e ai visitatori, termineranno entro un mese. Poi tutto sarà come una volta. •

Alessandro Romele
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