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09.08.2020

«Mi hai tolto mia figlia e io ti sfregio con l’acido»

L’assistente sociale è stata minacciata di essere sfregiata con l’acidoL’intervento dei carabinieri ha evitato che la professionista venisse aggredita nel municipio di Cazzago
L’assistente sociale è stata minacciata di essere sfregiata con l’acidoL’intervento dei carabinieri ha evitato che la professionista venisse aggredita nel municipio di Cazzago

Ha perseguitato e minacciato per mesi un’assistente sociale di Cazzago, ritenendola responsabile dell’allontanamento della figlia affidata ad un’altra famiglia su disposizione del tribunale dei minori. Per questo motivo una 41enne romena è stata arrestata. L’IMMIGRATA si era già resa responsabile di una aggressione nei confronti dell’assistente sociale a cui aveva reso impossibile la vita facendola costantemente oggetto di telefonate e minacce di sfigurarla con l’acido e di ucciderla. L’escalation delle molestie è degenerata nei giorni scorsi con l’irruzione nel municipio di Cazzago. Ma la missione punitiva della romena, ormai completamente fuori controllo, è stata neutralizzata in extremis dai carabinieri. Per la responsabile dello stalking è scattato l’arresto. La misura cautelare è stata convalidata dal giudice. La 41enne attenderà il processo rinchiusa nel carcere di Verziano. In aula dovrà rispondere di atti persecutori e minaccia e violenza. L’epilogo di una vicenda iniziata a dicembre quando il tribunale dei minori ha disposto l’affidamento della figlia della 41enne ad un’altra famiglia. Una decisione maturata nell’interesse della bambina costretta a vivere in un ambiente poco consono, presa come da prassi anche sulla scorta delle relazioni degli assistenti sociali. Nel mirino della mamma è finita la dipendente del Comune ritenuta la responsabile dell’allontanamento della figlia. Per l’assistente sociale è iniziato un incubo scandito da telefonate minatorie con minacce di morte. La dipendente comunale ha sporto denuncia ai carabinieri raccontando di essere stata costretta a cambiare le proprie abitudini per paura di essere uccisa. Ogni giorno modificava il tragitto verso e da il municipio, per evitare agguati. Aveva cambiato persino l’utenza telefonica dello smarphone, ma con l’inganno, la stalker era riuscita a carpire il nuovo numero. La 41enne ha continuato per mesi a terrorizzare l’assistente sociale, fino all'ultimo episodio: ha sfondato la porta dell’ufficio comunale a calci, avventandosi sulla professionista. Intervenuti i carabinieri, ha minacciato anche loro di sfigurarli con l’acido mentre veniva arrestata. •

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