CHIUDI
CHIUDI

22.08.2019

Niente movida sulla
spiaggia. I ragazzi
scelgono la solidarietà

I ragazzi hanno trascorso una vacanza solidale in Brasile Una delle tappe della squadra di angeli guidata dal curato di Camignone don Nicola  SignoriniUna volontaria impegnata con il figlio di una ragazza madre
I ragazzi hanno trascorso una vacanza solidale in Brasile Una delle tappe della squadra di angeli guidata dal curato di Camignone don Nicola SignoriniUna volontaria impegnata con il figlio di una ragazza madre

Alla movida notturna su spiagge esotiche hanno preferito una vacanza di impegno sociale al servizio degli ultimi degli ultimi, ovvero i bambini del Brasile. Inizialmente la meta della comitiva di ragazzi di Camignone guidata da don Nicola Signorini doveva essere Haiti per contribuire ai progetti umanitari dell'associazione Amici di suor Francesca. Gli «angeli» della solidarietà hanno cambiato rotta dopo un incontro casuale tra don Nicola, curato alla frazione di Camignone, padre Romolo e la missionaria laica Gabriella Romani. È stata lei a proporre ai ragazzi l’opportunità di un’esperienza di 20 giorni al servizio dell’infanzia che vive nella foresta amazzonica. Da Passirano a Camignone passando per Monterotondo e Castegnato tutti hanno accettato con entusiasmo. Gabriella Romani che da dieci anni opera in Brasile ha creato un programma ad hoc per la squadra coordinata da don Nicola Signorini e formata da Andrea Simonelli, Maddalena Pedroni, Ilaria del bono, Laura Varinelli, Margherita Biondi, Matteo Rossi, Teresa Andreoli e Sara Faustini. Tiago Suza,Viseu e Curupayty i villaggi che hanno beneficiato del sostegno dei giovani. «Ci ha colpito il senso di comunità di queste persone che hanno poco, ma lo condividono con tutti», raccontato Laura Varinelli. Il seminario di Belem è stata la prima tappa, poi subito dopo la contea di Curupayty, dove la gente del posto aveva organizzato per gli italiani una tre giorni di festa nella foresta. «La posizione del villaggio in una zona di difficile accesso non mina la religiosità di queste persone che si autogestiscono anche in termini di celebrazioni religiose - racconta Teresa Andreoli -: lì il parroco ci passa una volta al mese perché ha altre 26 comunità da visitare, quindi vengono organizzati momenti di preghiera collettivi. Le persone dormono sulle amache in case di fango e paglia, o mattoni in alcuni casi. Vivono modestamente, senza corrente, senza wifi, con un pozzo per l acqua. Una grande famiglia dove tutti si occupano dell' altro indistintamente. Ma la cosa curiosa che mi ha impressionato maggiormente è che vivono in base alle regole dettate dalla natura». Dare una mano ai bambini, è stato il desiderio che ha fatto partire la maggior parte dei ragazzi, «il problema maggiore sono le gravidanze precoci - hanno spiegato le ragazze - restano incinta molto presto, e spesso vengono abbandonate dai compagni, quindi devono crescere i bambini da sole». PER DARE supporto alla neo mamme, sul territorio opera l'Organizzazione pastorale dei bambini, un organizzazione umanitaria cattolica fondata dall'attivista e medico brasiliana Zilda Arns Neumann morta sotto le macerie del terremoto del 12 gennaio 2010 ad Haiti dove si era spostata per divulgare il metodo, e combattere la denutrizione. Un associazione legata alla Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile. «Una volta al mese - spiega Teresa - vengono a far visita alle ragazze incinte e danno supporto fino a che il bambino arriva all'età di 6 anni. Ne seguono la crescita, valutano il benessere del bebè e nel caso consigliano come migliorarne la situazione. Vengono pesati, misurati. Al centro del paese c'è una baracca in cui vengono tenuti gli strumenti e le medicine come i prodotti alimentari tutti naturali, ogni volta i dati vengono registrati in una banca dati. E' stata una delle attività che mi sono piaciute di più». Un viaggio che ha lasciato tante emozioni. «Siamo certe che rifaremo presto quest'esperienza dopo la maturità - affermano Laura e Teresa - l'affetto dimostratoci, è stato incredibile. Ci volevamo mettere alla prova e ne siamo uscite soddisfatte. Il loro modo di vivere, il sentire la vita nell'essenziale, la grande fede, l'aiutarsi reciprocamente cose che qui si sono perse in parte». •

Simona Duci
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1