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15.07.2014

Nistisino paradiso dei Robin Hood europei

Il percorso di tiro con l'arco di Nistisino è una vera attrazione turistica
Il percorso di tiro con l'arco di Nistisino è una vera attrazione turistica

Il paradiso dei «Robin Hood» europei è un corridoio immerso nel verde lungo tremilacinquecento metri, scandito da ventotto piazzole e trentraquattro sagome tridimensionali di animali. Il percorso di caccia simulata con l'arco, nei boschi a mezza costa di Nistisino, a Sulzano, è il più esteso della Lombardia. Un'oasi che richiama appassionati dalla Germania, dall'Austria e dall'Olanda. «Il segreto - ammette Antonio Belotti, vicepresidente del gruppo Arcieri di Sulzano-, è racchiuso anche nelle prede davvero realistiche che fanno vivere l'ebrezza di una battuta di caccia senza...spargimenti di sangue».
C'È POI L'ASPETTO ecologico non trascurabile. «Gli animali finti sono composti di una speciale gomma che non si rompe e quindi non si disperde nell'ambiente» osserva Belotti. Gli arcieri possono cimentarsi nel tiro al fagiano, all'orso, al tasso e al cinghiale o mettere alla prova la propria mira provando a centrare con le frecce le sagome di cervo, ghiottone, gufo, falco e marmotta. Un percorso venatorio che grazie al web è finito nel mirino di molti circoli esteri che organizzano vere e proprie spedizioni. Attorno all'itinerario gravita così anche una rete di ristoranti tipici e strutture di accoglienza. «Il bosco - spiega Belotti - ci è stato concesso in comodato d'uso gratuito dal Comune e lo abbiamo attrezzato anche con il contributo di commercianti e ristoratori del paese».
Gli Arcieri di Sulzano sono affiliati alla Federazione italiana arcieri tiro di campagna, nel 2013, ma è nato nel 2004 come gruppo di supporto ai figuranti in costume medievale che danno vita al Palio del Drago. Da allora è uno dei punti di forza di «Rivive l'antica Valeriana», a Sale Marasino, della Sagra del cinghiale, a Sulzano, del Festival dei laghi, a Iseo. Dal 2008 conclude i festeggiamenti in onore di San Giorgio con l'incendio del drago che se ne esce dal lago per mangiarsi la fanciulla destinata a essergli preda. «Anche quest'anno il mostro mitologico l'ho progettato io- conclude Belotti, che di mestiere fa il restauratore di mobili antichi-. Al montaggio della parte meccanica ha sovrinteso il presidente onorario del gruppo, Carluccio Bellometti. Il drago l'abbiamo chiamato Seby, immaginandolo parente sebino di Nessie, il mostro di Loch Ness. I nostri arcieri ne hanno fatto un falò, centrandolo con frecce incendiarie». Uno spettacolo indimenticabile.

Giuseppe Zani
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