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24.10.2020

Turismo in picchiata: quest’anno c’è un calo dal 40 al 60 per cento

Il 2020 prospetta un conto salato per il turismo sul lago d’Iseo
Il 2020 prospetta un conto salato per il turismo sul lago d’Iseo

Era nelle attese: come tutti i settori, anche quello del turismo ha accusato il colpo inferto dal Covid. Nel periodo di lockdown e di chiusura, «Visit Lake Iseo» non ha però interrotto la propria attività, mettendo a punto una strategia di comunicazione che ha consentito, soprattutto nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre, di contenere le perdite. Dati non definitivi, fino ad ora, ma dalle stime degli operatori si può stimare una flessione compresa fra il 30 e il 40% in hotel e strutture extra e para-alberghiere. Se ne è parlato nel corso dell’incontro online «Il futuro del turismo oltre l’emergenza» organizzato da Visit Lake Iseo ed al quale han partecipato una quarantina di operatori privati oltre a rappresentanti pubblici. «La necessità che l’attuale situazione impone - ha sottolineato il presidente di Visit Lake Iseo Riccardo Venchiarutti - è quella di modificare alcuni paradigmi incentivando un nuovo turismo: sostenibile, all’aria aperta, esperienziale. Siamo dell'idea che il territorio sebino sia particolarmente vocato per questo. Sono tra l'altro temi sui quali si è concentrata in larga parte la campagna promozionale condotta sui social media durante l’estate - ha continuato il presidente - con lo slogan ’Outdoor: alla giusta distanza’ principalmente su Fb e Instagram». OTTIMI i risultati in rete, presentati dal social media manager Antonio Cadei: più di cento contenuti condivisi sui social network, oltre 21 milioni di visualizzazioni. Come evidenziato da Roberta Milano, relatrice al convegno online e docente di marketing turistico all’Università Cattolica di Milano, in questo momento dominano incertezza e insicurezza, pur rimanendo intatta ed anzi rafforzata la voglia di tornare a viaggiare. Gli operatori privati intervenuti, in particolare gli albergatori di fascia medio-alta, hanno lamentato flessioni di presenze anche fino al meno 60%. Serve reagire, tutti insieme, cercando di guardare al futuro con positività, anche se in questo momento è davvero difficile. «La volontà unanime - ha chiuso Venchiarutti - è quella di reagire, mettendo in campo strategie che possano riaprire le prospettive post-Covid». •

AL.ROM.
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