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23.07.2019

Bienno e Prestine, una fusione con la fregatura

Tricolori a mezz’asta a Bienno
Tricolori a mezz’asta a Bienno

Che fine hanno fatto i benefici economici previsti per i piccoli Comuni che scelgono la fusione? Se lo chiedono a Bienno-Prestine, dove al contrario hanno appena verificato un pesante taglio del trasferimento statale. L’«assegno» annuale alla luce del matrimonio tra enti locali doveva essere di 617 mila euro annui, l’equivalente del 60% dei trasferimenti del 2010 agli allora Comuni indipendenti. Invece, la finora unica realtà amministrativa del Bresciano che ha scelto questa strada ha ricevuto in cambio una tegola. Negli uffici comunali si aspettavano appunto un conferimento decennale complessivo di 6 milioni e 170 mila euro, mentre lo scorso 27 giugno, attraverso il decreto «Crescita», il Governo ha determinato la riduzione dell’assegno annuale a 396 mila euro, il 40% in meno, con una perdita secca di 220 mila, penalizzando notevolmente le entrate di bilancio dell’ente locale. Il sindaco Massimo Maugeri reagisce parlando di «un vero e proprio scippo. Un taglio che non è stato comunicato a inizio anno ma a metà esercizio, quando erano già stati presi tutti i contratti e gli impegni con i vari soggetti che collaborano con il Comune». Maugeri però non fa solo commenti, ma rilancia con una lettera inviata al prefetto e ai parlamentari bresciani manifestando lo sdegno per il taglio retroattivo sui fondi dei Comuni oggetto di fusione. Lo ha fatto pochi giorni dopo che lo stesso prefetto aveva sollecitato i sindaci a comunicare entro il 2 agosto gli estremi delle delibere dei consigli comunali con l’approvazione degli equilibri di bilancio. La scure governative mette ovviamente in grande difficoltà le amministrazioni locali, che nei primi mesi d’esercizio tendono ad approvare i bilanci facendo affidamento sui trasferimenti statali e sulla tassazione locale, e adesso Bienno e Prestine sono chiamati al rispetto delle leggi (sui tempi dei boilanci) quando, commenta Maugeri, «il primo che non le rispetta è il nostro Governo». IL PRIMO cittadino sospetta che «questo scippo comunicato a metà anno servirà probabilmente a finanziare operazioni come il reddito di cittadinanza, e questa furbata ci costringerà ad aumentare la tassazione locale ed a tagliare i servizi, e quindi i posti di lavoro, mentre tante persone potranno stare a casa tranquille grazie al reddito di cittadinanza ottenuto proprio dai contributi legati anche alle fusioni». Allargando il discorso all’autonomia regionale, poi, precisa che «dei 54 miliardi di euro che costituiscono il residuo fiscale complessivo della Regione, 20 milioni sono del nostro Comune: non li vogliamo indietro tutti dallo Stato, ma siamo sicuri che i 10 milioni rimanenti delle tasse versate dai cittadini e dalle imprese biennesi siano sufficienti per tutti i bisogni locali». Al prossimo consiglio comunale presenterà un ordine del giorno sull’«autonomia di Bienno», e da ieri i tricolori all’esterno degli edifici pubblici sono a mezz’asta per protesta. •

L.RAN.
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