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19.10.2020

Depuratore, incognita turismo

Prosegue la mobilitazione delle Mamme del Chiese e del Garda
Prosegue la mobilitazione delle Mamme del Chiese e del Garda

Un nuovo appello a ripensare il progetto del maxi depuratore. Le Mamme del Chiese e del Garda hanno incontrato nei giorni scorsi il presidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia, Luigi Alberti, per sottoporgli tutte le criticità di una scelta che non solo non tutela i Comuni dell’asta del Chiese, ma metterà in ginocchio anche quelli gardesani nel momento in cui verranno avviati i lavori «per l’inutile opera di collettamento dei reflui, la cui durata è prevista per almeno un decennio, dal momento che una buona fetta di turismo internazionale prenderà altre rotte». «Abbiamo spiegato al presidente del Consorzio quelle che riteniamo essere le gravi contraddizioni di questo maxi progetto, che prevede lo spostamento dei reflui gardesani a chilometri di distanza nel bacino del Chiese, con un notevole dispendio di risorse - scrivono in un comunicato congiunto le Mamme del Chiese e del Garda -. Risorse che dovrebbero invece essere spese per interventi di risanamento delle problematiche esistenti, al fine di migliorare la qualità delle acque del lago. Servono investimenti sulla mobilità sostenibile interconnessa, un’agricoltura biologica, collettamento e separazione degli scarichi abitativi e industriali e la tanto decantata, a parole, naturalizzazione delle coste che aiuterebbe a depurare le acque in modo naturale. Investire ora nel futuro vuol dire garantire un lavoro a chi di turismo vorrà vivere nei prossimi decenni». Nel frattempo si attende la convocazione dell’assemblea dei sindaci dell’Ato chiesta da 58 Comuni per chiedere di congelare il progetto che prevede appunto di depurare i reflui fognari negli impianti di Montichiari e Gavardo. Un’occasione per uscire dall’ambiguità della politica bresciana sul caso. •

C.REB.
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