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25.04.2019

Droga a fiumi in Valcamonica, indagini chiuse

Una parte dello stupefacente sequestrato dai carabinieri
Una parte dello stupefacente sequestrato dai carabinieri

Per un anno, da novembre 2017 a novembre 2018, avrebbero trasformato la Valle Camonica, sia sul lato bresciano che su quello bergamasco, in un crocevia del traffico di stupefacenti. Chili di cocaina, eroina e marijuana arrivavano al confine tra le province di Brescia e Bergamo per poi finire sulle principali piazze della zona. La procura di Brescia ha ufficialmente chiuso le indagini sul gruppo di trafficanti italo-albanesi, residenti in gran parte in Valcamonica, disarticolato nei mesi scorsi: a ottobre i carabinieri di Breno e Clusone avevano arrestato nove persone (5 albanesi e 4 italiani) e sequestrato 12 chili e mezzo di eroina, uno di cocaina, dieci di marijuana e 500 grammi di oppio. Ventinove le persone indagate (13 quelle in carcere tra Brescia, Bergamo e la Germania) e accusate a vario titolo di traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi da fuoco. A 17 DEGLI INDAGATI la Dda di Brescia contesta anche l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per i magistrati bresciani a capo dell’associazione ci sarebbero stati Saimir e Taulant Sallaku, due dei fratelli di Gezim Sallaku il presidente del Darfo arrestato nel corso dell’operazione di novembre per la detenzione di alcune pistole in concorso con i fratelli (la sua posizione e quella di altri due fratelli, Gazmir e Isuf è stata stralciata). Secondo la Dda sarebbe stato Saimir a tenere i contatti con i corrieri e gli acquirenti, mentre Taulent l’avrebbe sostituito durante i suoi peridi di assenza. A individuare i fornitori all’ingrosso sarebbero stati padre e figlio, Alessandro e Denis Giorgi (entrambi in carcere a Brescia), che avevano anche il compito di mantenere i rapporti con gli acquirenti finali. Il reato associativo è contestato anche agli italiani Giampaolo Brunelli, Federico Neglia, Stefano Martinelli, Claudio Vangelisti e agli albanesi Dashamir Barberi, Mirand Shehi, Roland Tusha, Agim e Enkelejd Bejko, Arian Kruja, Marjos Veliu, Gledis Gjoka e Reshit Xhafa. Per gli inquirenti avrebbero acquistato, trasportato e venduto lo stupefacente. •

PA.CI.
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