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26.05.2019

Fiera della Sostenibilità L’ottava edizione apre con cibo e agricoltura

La Fiera della Sostenibilità riscoprirà anche la ciclovia dell’Oglio
La Fiera della Sostenibilità riscoprirà anche la ciclovia dell’Oglio

Ancora privo di un direttore dopo il pensionamento, lo scorso ottobre, di Dario Furlanetto, il Parco dell’Adamello rilancia in queste ore l’ottava edizione della Fiera della Sostenibilità nella natura alpina con la seconda edizione di «Antichi sapori street food camuno», in programma a Berzo Demo da venerdì 31 a sabato primo giugno, e col dibattito intitolato «Passi avanti nel recupero di seminativi a cereali di montagna». Questo è l’anno del turismo lento e sostenibile, e la Comunità montana, ente capofila del comitato organizzativo, ha intitolato appunto «A passo lento» la manifestazione, che occuperà l’intero mese di giugno con sconfinamenti nel periodo estivo. Alla presentazione della fiera in Comunità montana c’era tutto lo stato maggiore dell’ente comprensoriale: l’assessore al Parco Martino Martinotta e il dirigente dell’ente, Guido Calvi, oltre all’assessore alla Cultura Simona Ferrarini. «Questa edizione si svolgerà all’insegna della territorialità, riprendendo quei temi che la Comunità montana ha già sviluppato - ha esordito il presidente Oliviero Valzelli -, dai percorsi ai cammini su passi lenti e intelligenti e naturalmente sostenibili (in valle sono presenti circa 1600 chilometri di sentieri) identitari della gente di montagna, passando dalle biciclette all’acqua e all’aria, dalla biosfera alla biodiversità senza dimenticare le zone archeologiche. Nel programma tante “arti”, la poesia, la fotografia, la musica, e diversi convegni e con ampio ventaglio di scelta, sperando di incuriosire la nostra gente, avendo al centro la sostenibilità e l’ipotesi non irrealizzabile di una grande green valley camuna». «LA FIERA - ha precisato Martinotta - vede la sinergia di gran parte degli assessorati della Comunità (oltre al Parco la Cultura, il Turismo, l’Agricoltura, le Foreste e la Bonifica montana) e di tutte le aree protette del territorio», mentre Guido Calvi ne ha ricordato ancora il senso: «Conoscere la natura e approfondire progetti e programmi, per vivere il territorio, per conoscere le aree protette e per parlare di cambiamento climatico».

L.RAN.
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