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19.05.2019

Italsider, provocazioni anti degrado

Lo stabilimento dell’ex Italsider di DarfoUno degli striscioni di protesta subito rimossi
Lo stabilimento dell’ex Italsider di DarfoUno degli striscioni di protesta subito rimossi

È una politica delle provocazioni e con una evidente radice di destra a far tornare d’attualità il problema ormai datato dell’ex Italsider di Darfo Boario, un autentico «buco nero» nell’assetto urbanistico della città. Nei giorni scorsi sui muri della vecchia fabbrica sono comparsi due striscioni dalla grafica inequivocabile e firmati dal «comitato cittadini» che chiedono di fermare il degrado all’interno del sito industriale chiuso da trent’anni. Nemmeno il tempo di metterli, fotografarli e postarli sui social che la polizia locale del Comune li ha rimossi. Ma non sono passati inosservati e anzi hanno innescato un ampio dibattito sui social network, politico e non, anche se il comitato la definisce «un’iniziativa senza colore». Al di là delle speculazioni politiche, gli striscioni hanno avuto il merito di riaccendere i fari sui capannoni di una fabbrica abbandonata da tempo e diventata rifugio di emarginati e senzatetto, pericolosa e per di più da bonificare a causa della quantità di metalli che si sono depositati nel sottosuolo. IL COMUNE però pare avere le mani legate: al termine di una verifica sulla lunga serie di scatole cinesi dentro cui si nascondono i proprietari dell’area, finora l’ente non ha ottenuto nulla dalla società che risulta essere proprietaria degli immobili. Solo qualche lamiera e nuove reti sui cancelli per quella che doveva essere una prima messa in sicurezza. Già lo scorso anno un gruppo di cittadini e commercianti de «La Cittadella» avevano scritto all’amministrazione chiedendo azioni contro il degrado. Ma muoversi non è semplice essendo appunto l’area privata. Così dopo essere sfumato il sogno di una riqualificazione immaginata nei primi anni 2000, vent’anni dopo si è ancora punto e a capo. «Iniziassero queste persone a non imbrattare i muri - la risposta ferma del sindaco della città Ezio Mondini -. Per quel che riguarda quella zona, siamo coscienti del problema e da anni proviamo a cercare soluzioni, ma la questione è molto complessa e la fine non è di certo vicina». •

Claudia Venturelli
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