L’impegno del gruppo di Sonico Per la gente e contro le alluvioni

Le attrezzature a servizio   del Gruppo sono all’avanguardiaIl gruppo della Protezione  Civile di Sonico che da vent’anni si dedica alle emergenze del territorio locale e non solo
Le attrezzature a servizio del Gruppo sono all’avanguardiaIl gruppo della Protezione Civile di Sonico che da vent’anni si dedica alle emergenze del territorio locale e non solo
Le attrezzature a servizio   del Gruppo sono all’avanguardiaIl gruppo della Protezione  Civile di Sonico che da vent’anni si dedica alle emergenze del territorio locale e non solo
Le attrezzature a servizio del Gruppo sono all’avanguardiaIl gruppo della Protezione Civile di Sonico che da vent’anni si dedica alle emergenze del territorio locale e non solo

Una storia che parte da lontano, precisamente nel 1993 con il coordinatore (fino al 2001) Mario Malgarotti. Un decennio dopo, la svolta con l’uscita dall’Ana Valcamonica e la fondazione dell’associazione Protezione Civile Sonico. Tante le attività in questi ultimi venti anni, altrettante le emergenze che hanno visto impegnati i volontari giallo-blu: dall’alluvione in Piemonte ai terremoti de L’Aquila e di Foligno. Fino alla pandemia da Covid-19. Ma a tenerli sempre col fiato sospeso e pronti a intervenire è «la questione Val Rabbia». «Una situazione locale dal punto di vista idrologico e morfologico molto delicata - spiega il presidente (da sempre) del gruppo, Pietro Gulberti - e che ha richiesto l’attivazione di una serie di procedure di intervento e di sistemi di allerta per la popolazione». Colate alluvionali: un pericolo per gli abitanti del piccolo Comune immerso nella Valcamonica. Frane che si innescano a seguito di forti temporali sopra i duemila metri, raccogliendo lungo il percorso tutto ciò che incontra, tra detriti e sedimenti. «Lo scorso agosto abbiamo dovuto sorvegliare l’area del ponte giorno e notte, insieme ad altri gruppo locali di Protezione Civile. Un impegno che si ripete ogni estate, con l’allerta della Regione, e in accordo con il sindaco e il supporto del Soccorso Alpino», spiega il leader del gruppo. In caso di criticità, al suono della sirena, viene allertata la popolazione. «Ma - aggiunge Gulberti -, rispetto a qualche anno fa, i comportamenti della comunità sono molto cambiati. Ora sono più informati e attenti, prima c’era maggiore sfrontatezza e incoscienza». Fondamentali le campagne informative, la continua sensibilizzazione e l’esercitazione di 3 anni fa, che ha coinvolto l’intera cittadinanza. «Le esercitazioni portano sempre a un risultato: i gruppi devono crescere in tempi di pace, così da trovarsi pronti ad affrontare le difficoltà quando è richiesto. Sono momenti preziosi in cui si condividono idee e si creano progetti tra persone di generazioni completamente opposte. È bello e costruttivo vedere il 70enne che pensa con il badile e il 18enne con lo smartphone», è il pensiero del presidente, maturato da anni di esperienza sul campo. Continue, quindi, le operazioni di addestramento nelle tre specializzazioni: antincendio boschivo (in convenzione con la Comunità Montana), idrogeologico e logistico. Preziose, quasi da fare invidia, le attrezzature a disposizione. «Grazie a un finanziamento di Regione Lombardia abbiamo portato a casa un faro di profondità, il più grande della provincia, che ci permette di sorvegliare il corpo di una frana fino alla confluenza con le valli, Bompiano e Gallinera - descrive- . Un “occhio” che arriva a 5 km di distanza». Nell’equipaggiamento anche diverse attrezzature da ritrovo e una torre faro. Recentemente sono state realizzate anche due piazzole di atterraggio per elicotteri di soccorso e un'area per l’approvvigionamento dell’acqua. Nel prossimo futuro l’intenzione è di dar vita a iniziative strutturate dedicate agli studenti. «I giovani possono rappresentare un traino per i genitori verso questo mondo - spiega - oltre ad essere la speranza del nostro futuro».

Marta Giansanti

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