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17.02.2020

Led e candele nella sera magica La «Via Lucis» fa ancora centro

La Via Lucis ha coinvolto un grande pubblicoUn angolo di Bienno illuminato solo dalle candele
La Via Lucis ha coinvolto un grande pubblicoUn angolo di Bienno illuminato solo dalle candele

È stato un «black out» voluto e pieno di suggestione a caratterizzare il sabato sera di Bienno. I lampioni si sono spenti per alcune ore per lasciare spazio alla magia scenografica della «Via Lucis»: la nuova festa religiosa dedicata alla co patrona santa Geltrude Comensoli. La solennità della fondatrice delle suore Sacramentine ricorre domani, ma in accordo con Bienno turismo, l’oratorio San Giovanni Bosco e il Centro culturale Teatro camuno, che ha curato il percorso religioso e artistico, il Comune ha voluto che la manifestazione si tenesse in occasione della festa degli altri due patroni del paese, Faustino e Giovita. È L’UNDICESIMA volta per la Via Lucis, arrivata sulla scena biennese dal 2009, l’anno in cui suor Geltrude è stata canonizzata. Da allora la celebrazione ha finito per diventare un elemento distintivo per il paese; insieme alla celebre mostra mercato e al Natale nel Borgo. Spenta l’illuminazione pubblica, il paese è stato rischiarato dalla luce di 3000 lumini che hanno esaltato la bellezza del borgo medievale, mentre sugli edifici e nelle abitazioni campeggiavano i drappi raffiguranti il volto di santa Geltrude e una serie di lenzuola bianche. Bibi Betelli del Centro culturale Teatro camuno ha coordinato il susseguirsi delle spettacolari proiezioni luminose murali: dieci postazioni in altrettanti punti strategici del paese. Attraverso questo spettacolo itinerante, che ha coinvolto tantissima gente, la regista ha ricostruito la vita di Geltrude, dalla nascita alla crescita umana e religiosa. Oltre alle luci lo spettacolo ha richiesto l’intervento di 100 figuranti, affiancati inoltre dal gruppo di attori diretti da Bertelli, dai cori (la gloria locale Orège de hoi e il gruppo femminile Armonie con i musici,) dalla banda civica Volontà, dal gruppo Volontari di preghiera, dai danzatori della scuola La Maison, dall’associazione Amici di Caterina (era il nome della santa) e dagli artisti e artigiani del paese della Valgrigna. «Anche questa volta Bienno si è distinto per quella che è la parte che preferisco del mio paese: la capacità di lavorare insieme non solo per la preparazione degli eventi, ma anche nella realizzazione in prima persona», ha commentato il sindaco Massimi Maugeri. •

L.RAN.
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