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23.09.2019

Lo sport popolare compie sessant’anni

Foto di gruppo per gli attivisti e i vertici dell’associazione sportiva di Capodiponte
Foto di gruppo per gli attivisti e i vertici dell’associazione sportiva di Capodiponte

Gino Lascioli, Licinio Manella e Franco Poma, il primo scomparso da alcuni anni, il secondo ancora impegnato nel volontariato a sostegno degli anziani e il terzo da sempre «colonna» della banda di Capodiponte. Nei giorni scorsi è stato festeggiato il 60esimo di attività dell’Associazione sportiva capontina attualmente presieduta da Giulio Squaratti (in precedenza da Antonietta Marconi e prima ancora da Alberto Beatrici e Sergio Graziano), e in quella occasione la memoria è andata a tre fra i più impegnati giocatori e poi dirigenti che per tanto tempo, a partire dal 1959, l’anno di fondazione, si sono dedicati a gestire l’attività educativa e sportiva locale e a occuparsi delle squadre (di calcio in particolare). Nel 2011 al primo dei tre appassionati erano stati intitolati il campetto della parrocchia e un Memorial calcistico, e durante la festa di compleanno Gino è stato ricordato insieme a don Enrico Andreoli, parroco del paese dal 1992 al 2001 deceduto pochi giorni prima, e insieme a Lino Cominotti, dirigente molto apprezzato, e a Battista Ariossi, che è stato uno dei migliori arbitri del Csi di Valcamonica. Il sessantesimo di questa realtà agonistica locale è stato ospitato dal Parco tematico, ed è stata la storica banda di casa intitolata al cavalier Bortolo Ghetti a introdurre con un mini concerto la manifestazione. Subito dopo il parroco don Fausto Murachelli ha celebrato la messa in suffragio dei volontari e dei giocatori scomparsi dell’Asc, e dopo l’aperitivo in compagnia è toccato al pranzo sociale a base di pizzoccheri e sciatt, le specialità valtellinesi cucinate dal gruppo Astel di Teglio, seguito dal taglio della torta. •

L.RAN.
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