Mezzo secolo di turismo Montecampione visto da Domenico Benzoni

Domenico Benzoni
Domenico Benzoni

Non c’era persona più adatta di Domenico Benzoni per raccontare i 50 anni di Montecampione. Perché proprio lui, dall’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso, dalle colonne di Bresciaoggi ha iniziato a scrivere puntualmente sulla stazione turistica della bassa valle. Dal 1987 collaboratore del nostro giornale, e con alle spalle già un buon numero di libri e di saggi, poche settimane fa Domenico ha pubblicato, col sostegno del Comune di Artogne, «1970-2020 Montecampione 50»: un racconto che parte dagli albori, dall’iniziativa avviata dai fratelli Agostino e Stefano Giudici e dall’imprenditore laziale Francesco Caporossi attraverso l’omonima spa, poi divenuta Montecampione Alpiaz e infine solo Alpiaz. «Celebrare un compleanno, in questo caso mezzo secolo, è sempre una festa, anche se ognuno di noi sa che nel corso di un segmento storico, lungo o breve che sia, l’alternarsi di gioie e dolori è incontrovertibile - ha spiegato l’autore -. Fornire al lettore o a chi è interessato gli strumenti necessari a conoscere, almeno a grandi linee, la storia di una località, non credo sia un male. Non ci si può nascondere che anche a Montecampione in cinquant’anni di vita gli avvenimenti sono stati tanti e variegati, e magari anche sofferti». Domenico Benzoni ha dedicato la prima cinquantina di pagine alla storia della stazione, dalle origini allo sviluppo dello sci, passando per i luoghi e gli insediamenti che l’hanno fatta conoscere e crescere: da La Piazzetta, ancora il cuore pulsante, agli insediamenti di Valgrande, La Splaza, Le Baite e il Plan. Senza dimenticare i personaggi che si sono alternati alla guida di varie società per favorirne il decollo; ultimo in ordine di tempo il libero professionista e consulente Stefano Iorio. DI QUESTO l’autore dà conto aiutandosi con i dettagliati articoli da lui scritti e pubblicati da Bresciaoggi, e inseriti nel testo fra un paragrafo e l’altro, lasciando poi ampio spazio alle «Immagini che raccontano»: l’evoluzione impiantistica, le manifestazioni sportive e i personaggi che hanno frequentato questo luogo. Spiccano su tutto gli arrivi delle tappe del Giro d’Italia che hanno visto le vittorie di Bernard Hinault, di Fabio Aru e di Marco Pantani. Le graffianti vignette di Athos Careghi, un milanese che ama e frequenta Montecampione da tempo, racchiuse nel capitoletto «Montecampione ridens», precedono le testimonianze di chi con la località ha un rapporto speciale. Come le campionesse di sci Nadia, Elena e Sabrina Fanchini, che su queste nevi hanno imparato l’arte; il maestro di sci Aldo Lanfranchi, lo stesso Careghi e Francesco Lorenzetti della Scuola sci Montecampione.

L.RAN.