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14.09.2020

Ossimo, scuola riadattata a tempo di record

L’inaugurazione della elementare di Ossimo sistemata
L’inaugurazione della elementare di Ossimo sistemata

C’erano solo 40 giorni per rendere bella e sicura la scuola elementare di Ossimo Inferiore. Sembrava un’impresa impossibile, e invece, i 260mila euro messi a disposizione dalla Regione e dal Governo e il lavoro senza sosta dell’impresa hanno fatto il miracolo. Seguendo le ultime disposizioni sanitarie, nei corridoi sono state tratteggiate le direzioni obbligatorie e gli spazi, mentre le classi hanno banchi singoli grazie all’intuizione del comune: immaginando che quelli promessi da Roma non sarebbero arrivati in tempo per l’inizio delle lezioni ma a ottobre inoltrato, a Ossimo hanno fatto da sè acquistandoli dal colosso Ikea a 25 euro l’uno. «Questa è una scommessa vinta - commenta il sindaco Cristian Farisè -, perchè in quaranta giorni abbiamo sistemato il vecchio edificio rifacendo l’esterno e il primo piano. Abbiamo anche ricavato un nuovo spazio adibito ad ambulatorio medico al servizio della popolazione, completamente indipendente e staccato, per ragioni di sicurezza, dalla scuola». SPAZI NUOVI anche per la mensa, mentre si studiano i progetti per completare il rifacimento del piano rialzato così da completare lo stabile con nuovi spazi. Questa è l’unica elementare rimasta a Ossimo dopo la chiusura, tre anni fa, di quella della frazione superiore (oggi riconvertita in poliambulatorio), ed è considerata da molti un servizio all’Altopiano del sole. Non in competizione con quella di Borno, ma un tassello che completa l’offerta: «La scuola di Borno è antimeridiana mentre qui c’è il tempo pieno, i ragazzi sono impegnati dalle 8 alle 16, un servizio importante per le famiglie». Solo pochi anni fa contava nove bambini e un paio di pluriclassi, oggi ne vede iscritti trentaquattrO: un numero destinato a crescere ancora, tanto che già nel 2021 si prevede l’incremento delle classi. È la rivincita delle piccole istituzioni di paese: la pandemia che ha chiesto spazi più grandi e il distanziamento dei bambini hanno trovato risposte soprattutto in quegli istituti decentrati che tanti governi volevano chiudere per mancanza di studenti. Oggi qui la ripartenza è più facile che altrove perchè gli spazi non mancano. «SARÀ strano ritrovarsi dopo tutto questo tempo - ha detto una maestra durante l’inaugurazione -; ma sarà bellissimo e con tutte le misure necessarie torneremo a imparare e a volerci bene». •

Claudia Venturelli
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