BRENO

Un sabato sera di terrore. Fucilate contro 4 giovani che si salvano nel bosco

L’incubo in una cascina nella località Degna.Il loro aggressore è un 55enne che voleva partecipare alla festa. Un testimone racconta la follia: «Siamo fuggiti appena in tempo»
Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri di Breno
Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri di Breno

Potrebbe essere la sceneggiatura di un film di Tarantino, e invece è tutto vero. Anche se sembra incredibile che si possa essere presi a fucilate per non aver invitato a bere e mangiare una persona positiva al Covid. In questo caso la sceneggiatura è in realtà un incubo vissuto nel fine settimana pasquale da un gruppo di giovani, e la sintesi estrema dell’episodio racconta di un uomo che ha esploso alcuni colpi di fucile da caccia contro quattro ragazzi che avevano affittato una cascina in località Degna, sui monti di Breno.

L’incredibile episodio è avvenuto sabato sera, quando i quattro amici, tutti ragazzi di età compresa tra i 17 e i 23 anni, erano intenti a preparare una grigliata e a lanciarsi sfide con la playstation. Il loro aggressore, un 55enne di Breno, ufficialmente positivo al Covid, era in quarantena in un’altra cascina a breve distanza con la moglie e il figlio 12enne, anche loro positivi. Evidentemente il vicino scomodo ha pensato bene di farsi invitare al barbecue: secondo le testimonianze raccolte avrebbe infatti più volte tentato di avvicinare gli amici, i quali però erano stati avvisati dal proprietario del rustico preso in affitto della situazione sanitaria dell’uomo.


Non riuscendo a farsi invitare - è sempre la testimonianza dei ragazzi - a un certo punto avrebbe alzato la posta chiedendo esplicitamente ai giovani se avevano della droga, specificatamente dell’eroina. Senza parole, i suoi interlocutori hanno cercato di toglierselo di torno offrendogli una birra, ma a quel punto il 55enne è rientrato a casa per uscirne subito dopo imbracciando un fucile da caccia e iniziando a sparare contro la cascina all’interno della quale i quattro si sono barricati.
Barricati ma non al sicuro: il loro aggressore ha infatti sfondato la porta, e una volta dentro ha colpito il televisore e la playstation. Poi, finite le munizioni è rientrato a casa per ricaricare.


«Ho temuto per la mia vita e per quella dei miei amici. In quel momento, mentre ci sparava addosso ed eravamo nascosti in casa - racconta uno dei quattro giovani aggrediti -, l’adrenalina mi ha permesso di rimanere lucido e mi sono accorto che dopo i primi spari è dovuto tornare a casa per ricaricare il fucile. La porta della cascina era sfondata e quindi lui poteva entrare, e se fosse andato a rifornirsi di cartucce avrebbe potuto ucciderci. Così ho detto: "Ragazzi dobbiamo scappare", e siamo fuggiti giù per il bosco. Poi siamo riusciti a raggiungere la strada, ma lui ci ha inseguiti in macchina tentando di investirci: abbiamo dovuto saltare il guard rail e tornare nel bosco, restando nascosti fino a quando abbiamo visto arrivare la pattuglia dei carabinieri. È stato un incubo!».

Proprio durante la fuga i ragazzi hanno avuto la prontezza di chiamare il 112 che ha inviato sul posto un equipaggio della Compagnia di Breno.
Nel frattempo però il 55 enne ha avuto il tempo per dileguarsi: è stato rintracciato dai militari più tardi a Calcinato, a casa della sorella. Lì sono scattate le manette e la sua fuga è finita in carcere con l’accusa di tentato omicidio plurimo.
Non è dato sapere cosa hanno visto e provato gli altri membri della famiglia del personaggio da Far West, mentre sappiamo che i protagonisti di questo sabato di follia ora sono ancora sotto shock, non hanno voglia di parlare e soprattutto vogliono rimanere anonimi. Ma dalle parole di uno di loro si intuisce la drammaticità di quanto hanno dovuto affrontare: «Forse non mi ero reso conto del rischio effettivo che potevamo correre - dice abbassando lo sguardo - ma siamo fortunati a essere vivi». 

Polina Yordanova