Un secolo e... centodieci giorni Festa a sorpresa per Minighina

Domenica Branchi è ospite della Casa di riposo di Malonno
Domenica Branchi è ospite della Casa di riposo di Malonno

Alla fine gli auguri sono arrivati, anche se a «distanza». Uno splendido mazzo di rose e tulipani e un biglietto firmato dal sindaco Gian Battista Pasquini a nome di tutta la popolazione di Sonico per il «traguardo raggiunto». Domenica Branchi la boa del secolo l’ha girata il 26 settembre. «Volevo andare a trovarla nella Casa di riposo di Malonno, dove è ospite da più di un anno, ma la seconda ondata della pandemia non me l’ha permesso - spiega Pasquini -. Ho aspettato che la situazione si sbloccasse, ma adesso ho deciso di non temporeggiare più. Così, anche se non ho potuto portarle i fiori personalmente, glieli ho fatti recapitare, per farle sentire la vicinanza di tutto il paese in un momento così importante della sua vita». DOMENICA BRANCHI è nata a Sonico, nella parte alta del paese, oggi chiamata Pradella. Il papà Stefano era emigrato in Australia per lavorare nelle miniere d’oro, e una volta tornato in paese era morto di silicosi. La mamma Giacomina si era così trovata a crescere da sola le due figlie. Ma una mucca nella piccola stalla non può bastare per tre donne sole. Domenica e la sorella Caterina sono quindi costrette a trasferirsi a Milano e sulla riviera ligure come «donne di servizio». Chiusa l’esperienza, e venuta a mancare anche la mamma, Domenica trova lavoro nei due hotel più rinomati dell’epoca a Boario Terme, l’Excelsior e l’Antica Fonte. Finita la guerra, nel 1946 Domenica - per tutti Minighina - sposa Agostino Fanetti, ‘l’Giustì. Nascono tre figli: Augusto, Maurizio Luigi (scomparso nel 2000) e Danilo. Oltre a lavorare nei campi, Domenica rammenda, lavora a maglia, fa calze di lana e ricama. Una passione che coltiva fin dalla tenera età, quando la mamma la sorprendeva in soffitta a tagliare piccoli pezzi di stoffa, tanto che a 40 anni si iscrive ad un corso di modellistica a Edolo. Nei primi anni ’60 i coniugi Fanetti trasformano la loro casa nell’Agostin Bar, il primo a portare in paese le «novità» del flipper, del calciobalilla e del juke box, cui si aggiunge ben presto il gioco delle bocce. Nel 1968 si trasferiscono a Milano, per tornare 18 anni dopo a Sonico, dove vivono insieme fino al 1995, quando Agostino se ne va e Domenica rimane sola. Oggi la Minighina - che dal maggio 2019 è ospite della Rsa di Malonno - è nonna di tre nipoti e, nell’ottobre scorso, è diventata anche bisnonna. «Mia mamma ci ha sempre insegnato soprattutto l’onestà - racconta il figlio Augusto -. É allergica al pettegolezzo, e non ha mai avuto peli sulla lingua». Ma Domenica è anche una donna di fede: «Non mancava mai di ricordarmi: “Augusto, almeno a Natale vai a messa con tua moglie!». •

C.REB.