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30.09.2020

Un viaggio nel vigneto di Leonardo da Vinci

«Dalla vigna di Leonardo alle vigne camune». É l’emblematico titolo della conferenza in programma domani al Centro Congressi di Boario, che fino al 2 novembre ospita l’esposizione dedicata al genio fiorentino. La storia del vigneto di Leonardo da Vinci è un esempio delle connessioni tra l’uomo e la coltura della vite. Ludovico il Moro donò all’artista una vigna, mentre stava lavorando all’Ultima Cena, come gesto di riconoscenza «per le svariate e mirabili opere compiute». Il vigneto era posto oltre il quartiere di Porta Vercellina a Milano, nei pressi del Borgo delle Grazie. Il dono rappresentava non tanto una ricompensa, ma uno strumento per permettere a Leonardo, che in Toscana possedeva vigneti, di ritrovare un legame con le proprie origini. Mostrando così come la coltura della vite, più di altre, abbia uno stretto legame con il territorio e con la cultura. L’altro aspetto interessante è il concetto di brolo, ovvero il terreno cinto da mura che racchiude il vigneto, strutture che si ritrovano anche in Valcamonica. Di questo, e d’altro, parlerà Lucio Brancadoro, docente di Viticoltura e di Coltivazioni Arboree all’Università di Milano, vice presidente dell’Associazione Costitutori Viticoli Italiani, che alle ore 18.30 ripercorrerà la storia del genio fiorentino, a partire dalla lettera indirizzata al suo fattore Zanobi Boni, datata 9 dicembre 1515, nella quale dimostra di conoscere le tecniche della viticoltura, dando consigli sulle migliorie legate alla coltivazione della vite, e alcune pratiche vinicole adatte alla produzione di un vino eccellente. Un legame, quello del genio con la Valcamonica, sancito anche dalla mostra «Leonardo 3D», che permette ai visitatori - grazie a grandiose proiezioni e all’utilizzo di ologrammi e della realtà aumentata - di trovarsi faccia a faccia con l’artista e le sue celebri opere. Domani, dalle 18 alle 22.30, tutti i visitatori della mostra - con ingresso speciale a 10 euro - potranno inoltre degustare gratuitamente i vini del Consorzio Igt Valle Camonica abbinati al formaggio Silter Dop. •

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