Uno scambio di regali nella Casa del fanciullo

La Casa del fanciullo di Darfo ha avuto una visita speciale
La Casa del fanciullo di Darfo ha avuto una visita speciale

Non importa se la pandemia non molla la presa e incontrarsi è ancora complicato. Non importa se il Covid costringe alle mascherine e nasconde i sorrisi. I volontari della Croce rossa di Breno, insieme ai Carabinieri del radiomobile della Compagnia di Breno col comandante Devis Kaswalder, un anno dopo sono tornati nella «Casa del fanciullo» di Darfo per fare un dono speciale. Uova di Pasqua e colombe, perchè ci sono momenti più difficili da sopportare in solitudine. Un breve momento che per bambini e ragazzi, ospiti della struttura che si occupa di minori più longeva del Bresciano, ha significato tanto dopo mesi di isolamento forzato. I volontari della Cri, col responsabile Sandro Vielmi in prima linea, non sono nuovi a gesti speciali che sembrano ricambiare l’affetto che il gruppo riceve quotidianamente attraverso donazioni e gesti concreti di supporto a tanti progetti (come quello in corso per raccogliere fondi per l’acquisto di una nuova ambulanza). Un momento che non ha colto impreparati i piccoli ospiti: nei giorni precedenti avevano occupato il tempo cucinando con le loro mani biscotti da donare proprio agli amici in arrivo da Breno. In fondo anche la Casa del fanciullo dal settembre 2019 ha radici brenesi. Col compianto Angelo Farisoglio era stato siglato un matrimonio tra l’ente e la cooperativa Arcobaleno per migliorare le finalità educative e di accoglienza della realtà nata nel 1986 dal sogno di 12 soci fondatori appartenenti all’Anffas. Si è proceduto a piccoli passi, per conoscersi, integrarsi, confrontarsi. Ma oggi l’unione può dirsi una scommessa vinta, anche se i progetti da mettere in campo sono ancora tanti. Tra questi la ristrutturazione dei locali del centro. C.Ven.