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05.04.2020

«Vogliono uccidere i torrenti della valle»

Le condizioni non esattamente «floride» dell’Oglio nel tratto che attraversa Forno Allione
Le condizioni non esattamente «floride» dell’Oglio nel tratto che attraversa Forno Allione

Lino Febbrari L’assessore regionale Fabio Rolfi ha lasciato il segno tra chi ha a cuore la tutela dell’ambiente; ma non si tratta di un segno positivo. Perché il responsabile bresciano dell’Agricoltura ha chiesto di sospendere il deflusso minimo vitale (Dmv) di fiumi e torrenti che scorrono tra Alpi e Prealpi per dissetare, nella prossima estate che si prevede siccitosa, le colture della pianura. La sua dichiarazione è stata pubblicata sul sito del Pirellone, e ha sollevato un polverone. Non poteva essere diversamente, visto che da anni molti gruppi, anche in Valcamonica, si battono contro il proliferare delle centraline che captano ogni rivolo d’acqua per produrre energia idroelettrica, con i concessionari che oltre a prosciugare il prosciugabile incassano anche i lauti incentivi statali. Il Dmv è il quantitativo di acqua che la legge stabilisce debba essere rilasciato da qualsiasi captazione (solitamente il 10% del flusso intercettato) per non far morire fiumi e torrenti e trasformarli in fogne a cielo aperto. Ovviamente la richiesta di Rolfi di inserire la sospensione a favore degli sterminati campi di mais della pianura nel decreto «Cura Italia» ha messo in movimento i difensori dell’oro blu, i quali hanno scritto una lettera aperta all’assessore. «POSSIBILE che in una fase di emergenza l’unica idea che è venuta a Rolfi, che dovrebbe tutelare le aree verdi e un bene essenziale come l’acqua, sia quella di uccidere i nostri torrenti che già soffrono? - si interroga Italo Bigioli, portavoce del Comitato Centraline di Valcamonica anticipando a Bresciaoggi alcuni passaggi della missiva -. L’eliminazione del Dmv, che dovremmo chiamare come da direttiva europea Deflusso ecologico, significa far morire i nostri corsi d’acqua». Nella lettera si ricorda poi che sull’arco alpino ormai non ci sono più fiumi e torrenti liberi dagli sbarramenti idroelettrici, causa di un vero stravolgimento ambientale. «Stiamo pagando un prezzo ambientale altissimo - ricorda Bigioli - perché la produzione di energia elettrica comporta la rovina permanente del territorio interessato. Se, come sostiene l’assessore leghista, il problema fosse garantire quest’estate l’acqua all’agricoltura della Bassa, si potrebbe, per esempio, discutere del Dmv dell’Oglio dal lago d’Iseo senza toccare i corsi d’acqua montani: tutta la loro acqua arriva al Sebino». Poi conclude citando le recenti parole di papa Francesco e chiedendo più responsabilità ai politici. «Pensavamo di poter restare sani in un mondo malato, ha detto il pontefice - ricorda lo storico ambientalista della Valsaviore -. Rendiamoci conto che quello che stiamo vivendo col Coronavirus dipende dal rapporto malato che abbiamo con il nostro pianeta». •

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