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08.12.2019

Benvenute suore, nuova vita nel santuario

Le suore attese a Paitone insieme alla loro superiora durante la prima visita
Le suore attese a Paitone insieme alla loro superiora durante la prima visita

Bentornate suore: mancano pochi giorni; poi, nel santuario della Beata Vergine di Paitone arriveranno le Sorelle dell’Immacolata di Rimini. Un avvicendamento atteso a un anno e tre mesi dall’addio delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Bergamo, trasferite a Roma e in Valseriana dopo 36 anni di ininterrotta presenza. Suor Josephin, suor Maryann e suor Yuliana: sono loro le tre eredi che dalla prossima settimana si trasferiranno nel tempio che svetta sul paese, sulla cima di via Viotti. A loro toccheranno la cura e la gestione del santuario, che comunque negli ultimi mesi non ha mai chiuso grazie all’impegno di 17 famiglie del paese che si sono succedute, a rotazione, dedicando una settimana alla custodia della struttura religiosa, che ha una storia plurisecolare e viene visitata da migliaia di persone ogni anno, accogliendo i pellegrini. Un lieto fine, al termine di una lunga ricerca che ha visto impegnati sia il parroco don Santo Pontigia, sia il vicario episcopale don Leonardo Farina; e il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada. Nel settembre scorso la superiora generale delle Sorelle dell’Immacolata, madre Vittoria Putruele, aveva raggiunto il santuario con le tre suore, per un primo contatto con il parroco, e per vedere e conoscere il luogo. Ancora qualche settimana di preparazione, e adesso finalmente il trasloco: il paese le accoglierà con una festa sabato prossimo, 14 dicembre. Alle 18 la messa di accoglienza, poi un rinfresco: per l’occasione, dalle 17 alle 20.30, sarà possibile raggiungere il tempio con un bus navetta messo a disposizione gratuitamente dall’amministrazione comunale (con partenza in via Santa Giulia, davanti al municipio). Dopo l’accoglienza, la presentazione ufficiale alla comunità sarà invece il 22 dicembre, dalle 10.30 nella parrocchiale. SARÀ come una nuova vita per l’edificio sacro, tra storia e leggenda: si dice che nell’agosto del 1532, sulla collina del Lavignone la Madonna apparve al contadino Filippo Viotti. Era un ragazzo muto che in quel momento riacquistò la parola. Ed ecco spiegata la costruzione del tempio mariano la cui autorizzazione - da parte della diocesi di Brescia, e redatta dal vescovo vicario Matteo Ugoni - risale all’11 maggio del 1534. In pochi anni la chiesa fu costruita; poi è stata vissuta e visitata per secoli. All’interno si trovano una tela del Moretto, che venne rubata e ritrovata, e affreschi del Trainini: tra il XIX e il XX secolo il Santuario venne abbandonato, ma poi restaurato negli anni ’80 del secolo scorso. Fino al 1982, quando arrivarono le suore di Bergamo rimaste sulla cima fino all’estate del 2018. •

Alessandro Gatta
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