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25.07.2020

Il Chiese «illumina» la notte per scacciare l’incubo-depuratore

Le Mamme del Chiese: «La politica non pensa ai nostri figli»FOTOLIVEOltre trecento  persone hanno inscenato il flash mob FOTOLIVELa fiaccolata di Villanuova è stata organizzata a pochi giorni dal verdetto del ministero  SERVIZIO FOTOLIVEI comitati ribadiscono: «Non ci arrenderemo mai a un progetto dannoso sotto ogni aspetto»
Le Mamme del Chiese: «La politica non pensa ai nostri figli»FOTOLIVEOltre trecento persone hanno inscenato il flash mob FOTOLIVELa fiaccolata di Villanuova è stata organizzata a pochi giorni dal verdetto del ministero SERVIZIO FOTOLIVEI comitati ribadiscono: «Non ci arrenderemo mai a un progetto dannoso sotto ogni aspetto»

Fiaccole accese per «bruciare» il mega progetto della depurazione del Garda, un «fiume di luce» per «illuminare la mente e le coscienze di chi deve decidere». Ieri sera a Villanuova sono arrivati in tanti - più di trecento - per manifestare contro gli impianti di Gavardo e Montichiari, destinati a ricevere i reflui dei Comuni gardesani. Il flash mob, organizzato dal gruppo consiliare Progetto Villanuova con il supporto del comitato Gaia, è partito dal parcheggio dell’Italmark. Quindi, impugnando torce e striscioni, i partecipanti si sono posizionati lungo la via Romana che costeggia il fiume, prima della riflessione finale in piazza Donatori di Sangue. «Non è una manifestazione legata a simboli di partito, e anche gli amministratori che hanno partecipato, i sindaci di Muscoline Giovanni Benedetti e di Villanuova Michele Zanardi, oltre all’assessore Manuel Perani di Gavardo, l’hanno fatto in veste di semplici cittadini - ha spiegato Enea Tugnoli, uno dei promotori -. L’obiettivo era di tenere alta l’attenzione su un progetto tecnicamente inaccettabile, ambientalmente non sostenibile e inutilmente gravoso per le tasche dei cittadini». La manifestazione è arrivata in un momento cruciale per l’iter autorizzativo del progetto: mercoledì si chiuderà il Tavolo tecnico, ed il ministero «svelerà» il risultato dell’istruttoria. Marco Apostoli, consigliere provinciale della lista Provincia Bene Comune, ha annunciato che «nel momento in cui non ci sarà più niente da fare, presenterò una mozione in consiglio provinciale per bocciare il progetto, perchè la politica adesso deve prendersi le proprie responsabilità». APOSTOLI si è soffermato sull’accordo tra le regioni Lombardia e Veneto per dismettere la condotta sublacuale e cambiare tutto il collettamento del Garda, «secondo logiche che ancora non riusciamo a capire. E tutto questo per un progetto che ha dei costi assurdi, che continuano a lievitare. La politica bresciana, finora succube dei veronesi, deve trovare il coraggio e rimettere in discussione tutto. I problemi del Garda sono altri non certo la condotta sublacuale». Sull’istruttoria del Tavolo tecnico, Filippo Grumi del Comitato Gaia ha rimarcato che «è inaccettabile che siano dei funzionari, che non devono rispondere a nessuno, a decidere il futuro di un’opera da 350 milioni che riguarda 170 mila persone». Nessuno è contrario alla depurazione del Garda, «ma la soluzione migliore non è quella di Gavardo e Montichiari - spiega Grumi -. Questo progetto è stato calato dall’alto. Ma a questo punto qualcuno deve fare un passo indietro». Presenti al flash mob anche le Mamme del Chiese. «Ribadiamo fortemente il nostro no al progetto - ha detto Roberta Caldera -, e chiediamo ai politici di fare scelte lungimiranti. Questa non è la soluzione che tutela il futuro dei nostri figli». •

Cinzia Reboni
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