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18.07.2019

In cella nega le accuse «Non ho messo le mani al collo della mia amica»

In carcere l’interrogatorio del giovane accusato di tentato omicidio
In carcere l’interrogatorio del giovane accusato di tentato omicidio

Ha risposto alle domande del gip che lo ha interrogato nel carcere di Canton Mombello dove è detenuto da sabato. Filippo Vitello, 34 anni operaio comunale di Nave, è accusato di tentato omicidio. Per la procura di Brescia che ne ha chiesto, ottenendolo, l'arresto e la detenzione in carcere il giovane una sera dello scorso gennaio avrebbe cercato di strangolare un’amica, una donna di 39 anni anche lei di Nave dopo una serata trascorsa in compagnia. «Non è vero che ho cercato di strozzarla - ha raccontato al gip Alessandra Sabatucci - Abbiamo avuto a che dire, ma niente di più». Assistito dal suo legale, l’avvocato Vincenzo Mustica, il 34enne ha raccontato la sua verità. «Senza entrare nello specifico delle dichiarazioni fatte, Vitello ha spiegato quello che è successo - spiega il suo legale - Per lui è come essersi tolto un peso dallo stomaco». Per il momento il 34enne resta in carcere. «Non abbiamo chiesto misure alternative - dice il suo avvocato - Ci riserviamo di fare ricorso al Riesame dopo avere fatto una serie di indagini difensive». VITELLO era stato arrestato sabato, a sette mesi dall’episodio. A denunciarlo una amica che si era rivolta ai carabinieri soltanto dopo avere affidato il racconto della presunta aggressione a un post pubblicato sulla sua pagina di Facebook. Un amico preoccupato per quello che aveva letto l’aveva convinta a rivolgersi alle forze dell’ordine. La 39enne aveva ribadito la storia prima ai carabinieri e quindi al magistrato titolare dell’indagine, il pm Marzia Aliatis. «Straparlava, farneticava e mi ha minacciato - aveva detto la donna - Eravamo in auto. Quando ho respinto il suo approccio sessuale, ha perso la testa mi ha messo le mani al collo come per strozzarmi». La 39enne aveva poi raccontato di essere riuscita a fuggire al suo aggressore trovando in un passante il suo salvatore. La donna si era poi sfogata in rete senza però mai fare il nome dell’uomo che l'avrebbe aggredita. Lunghi mesi di indagine e veriche hanno portato gli inquirenti a individuare in Vitello il presunto responsabile dell’aggressione e arrestarlo. •

PA.CI.
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