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25.05.2019

Lumezzane, gli riattaccano la mano straziata dalla pressa

Da sinistra Denis Romani, Rico Bernardini ed Enrico Lunardelli
Da sinistra Denis Romani, Rico Bernardini ed Enrico Lunardelli

Rischiava di perdere la mano, ma il peggio è stato evitato grazie ai soccorsi tempestivi e all’eccellenza medica. Giovedì i chirurghi della mano dell’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda sono riusciti a riattaccare la mano a un operaio di Lumezzane rimasto la vittima di un grave infortunio sul lavoro. Il 51enne, dipendente di una fabbrica di lavorazioni metalliche di Gazzolo, stava lavorando a una pressa e per motivi ancora in corso di accertamento la sua mano destra è stata schiacciata e strappata dal macchinario. SONO SEGUITI momenti concitati: le strazianti urla di dolore dell’operaio hanno richiamato l’attenzione dei colleghi e dei titolari della fabbrica, che hanno subito chiamato i soccorsi. Davanti ai loro occhi si è presentata un’immagine straziante: la mano dell’operaio era amputata a livello del polso, a cui era attaccata solo grazie a un lembo di pelle, oltre a essere lesionata in vari punti. L’incidente è avvenuto appena prima delle 8.30. Per garantire la massima celerità di intervento, il ferito è stato trasportato d’urgenza con l’elicottero all’ospedale di Peschiera del Garda, centro di riferimento regionale per il trattamento chirurgico della mano, del polso e del gomito. Sedato e stabilizzato, il cinquantunenne è stato portato in sala operatoria verso le 11 e sottoposto a un delicato intervento durato circa sei ore. La prognosi non è ancora stata sciolta e molto dipenderà dal decorso postoperatorio dei prossimi giorni, ma si può già dire che l’operazione si è conclusa positivamente. Artefice di questo piccolo miracolo terreno l’equipe formata dai dottori Rico Bernardini, Denis Romani ed Enrico Lunardelli. «NELLE ULTIME ORE il paziente ha cominciato a muovere un po’ le dita, siamo ottimisti ma allo stesso tempo cauti e attendiamo di vedere come andrà nei prossimi giorni», ha spiegato ieri Rico Bernardini, sottolineando che «i traumi da schiacciamento e strappamento, come avvenuto in questo caso, sono più complessi da gestire rispetto al taglio netto». Sei ore di intervento di minuziosa precisione. «Siamo partiti con la ricostruzione della parte ossea», hanno raccontato i chirurghi, «poi dei tendini flessori che permettono di chiudere le dita, quindi siamo passati ai nervi e infine alla parte più difficile della rivascolarizzazione per ripristinare la circolazione della mano». «All’inizio la mano - continuano i chirurghi -, non dava segni di ripresa, ma dopo un po’ si è riscaldata ed è diventata rosea». Sulle cause dell’incidente, avvenuto appunto poco prima delle 8.30 di ieri, indagano i carabinieri di Lumezzane e della Compagnia di Gavardo, oltre al personale specializzato di Medicina del lavoro dell’Agenzia di tutela della salute di Brescia. Ora dovrà essere chiarito se l’infortunio sia stato provocato dal malfunzionamento della macchina, dalla mancata adozione di misure di sicurezza oppure dalla disattenzione dell’operaio. •

Katia Ferraro
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