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22.03.2019

Sabbio al voto, Luscia in corsa per il bis

Il sindaco Onorio Luscia:  a maggio la corsa per il secondo mandato
Il sindaco Onorio Luscia: a maggio la corsa per il secondo mandato

Il sindaco di Sabbio Chiese, Onorio Luscia, correrà per il bis alle elezioni di maggio, alla guida della lista «Tradizione e Rinnovamento». La notizia, nell’aria da tempo, è ora ufficiale. «L’obiettivo è proseguire il mio percorso dando priorità al lavoro e all’ambiente», spiega Luscia. Che per la prima volta sindaco dopo la tornata del 2014, ha già trascorso 25 anni nelle sale del municipio: dieci da consigliere con delega ad ecologia e ambiente, cinque da assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, altri cinque da vicesindaco e cinque da primo cittadino. Eletto con oltre il 70% dei consensi, ora si ripresenta con una squadra rinnovata e ringiovanita. «È stata un’esperienza faticosa e impegnativa ma anche molto gratificante, e il quadro finale è positivo: si percepisce di aver fatto qualcosa per la propria comunità. Anche se si vorrebbe far di più. Ma sono sempre meno». I fiori all’occhiello? «Il centro servizi Bistrot - l’ex Pepolino - che ha voluto dire, pur con fatica, recuperare un’importante struttura del Comune, la realizzazione del centro raccolta sovraccomunale in località Disa, ora isola ecologica per i rifiuti di Sabbio, Barghe e Provaglio, la riqualificazione del nostro cimitero monumentale con un progetto su più anni, la riqualificazione della palestra delle medie e degli spazi esterni di elementare, materna e casa di riposo; la metanizzazione di Clibbio, sistemando anche la rete idrica, il recupero ambientale del polo estrattivo delle cave di sabbia sempre a Clibbio, l’implemento del servizio di videosorveglianza, la messa in sicurezza dei versanti rocciosi, la realizzazione di scogliere sul torrente Vrenda e tanto altro». E per il futuro? «L’adeguamento degli edifici comunali, in particolare le scuole, e l’intervento di ripristino del ponte di Clibbio. Ma quel che più ci preme è la bonifica dell’area ex Pasotti, abbandonata dal 2000. La bonifica tocca all’azienda, che però è fallita. Nel caso provvederà il Comune - servirà 1 milione di euro - attingendo a finanziamenti regionali». •

M.PAS.
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