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01.08.2020 Tags: Lumezzane

In aula bestemmie e volgarità fuori onda

Il municipio di Lumezzane teatro dell’imbarazzante fuori ondaGiacomo Zobbio si è già scusato
Il municipio di Lumezzane teatro dell’imbarazzante fuori ondaGiacomo Zobbio si è già scusato

L’ultima seduta del consiglio comunale di Lumezzane prima della pausa estiva, andata in scena l’altra sera ancora una volta in remoto, ha registrato temperature molto elevate; ma non per colpa del clima. A surriscaldarla è stato - protagonista negativo - il presidente dell’assemblea Giacomo Zobbio, della Lega nord. È successo attorno alle 20,45 nel momento in cui, durante la discussione di un ordine del giorno dedicato all’assestamento di bilancio, l’assessore Serena Moretti ha chiesto e ottenuto che la seduta fosse sospesa per qualche minuto per effettuare delle verifiche. Proprio durante la pausa, uno dei microfoni è rimasto acceso e ha intercettato una conversazione privata di Zobbio. E tutto è andato in scena in diretta streaming su YouTube (la parte incriminata è stata però poi tagliata) alla portata di quanti stavano assistendo alla seduta da casa: il web ha fatto così da «vetrina» agli insulti rivolti dal presidente ad alcuni consiglieri e ad alcuni componenti della giunta. Zobbio ha anche bestemmiato, prima di lasciarsi andare a uno sfogo scurrile che può essere sintetizzato senza offendere il senso del pudore con la frase: «Stasera avrei fatto meglio a trascorrere la serata facendo sesso». Prevedibili le reazioni alla ripresa della seduta: le proteste delle opposizioni e la difesa del presidente da parte della maggioranza. Il presidente si è scusato più volte. «Quanto è accaduto è grave e inaccettabile - scrivono i consiglieri di minoranza -. Le sue scuse non sono sufficienti: deve dimettersi. È stato solo il più recente di una serie di episodi, e più volte abbiamo sollevato osservazioni perché secondo noi non sempre è stato super partes». Attraverso la Civica per Lumezzane, le opposizioni hanno anche chiesto con una mozione (respinta) di riaprire le aree gioco all’interno dei parchi pubblici (in realtà utilizzate) formalmente ancora chiuse per l’emergenza sanitaria. «È stato solo un minuto di sfogo, di rabbia che può accadere - si giustifica -. Mi sono già scusato personalmente con la Giunta e i consiglieri. Spero che questa situazione non venga strumentalizzata in modo eccessivo. Non mi piacciono le polemiche e penso di aver svolto finora il mio ruolo con buon senso». Ma in minoranza non la pensano così e minacciano una mozione di sfiducia. Il presidente, infatti, era già finito nel mirino durante una seduta in cui proprio le opposizioni si erano viste respingere una mozione sulla Tari, ma con un dubbio regolamentare che i consiglieri avevano sottoposto anche al prefetto. E pure successivamente, quando era stata respinta la possibilità di introdurre nei lavori una parte di verbale non ufficiale proprio legato a quel consiglio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Zizzo
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