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27.10.2020

Rinnovato e potenziato il bando per sistemare le facciate in pietra

Muri in pietra rimessi a nuovo nel centro di Bovegno
Muri in pietra rimessi a nuovo nel centro di Bovegno

Da un’operazione turistica naufragata sul nascere a un intervento concreto per la conservazion e la valorizzazione dell’esistente. Restiamo sempre a Bovegno, per parlare del «bando facciate». Il Comune ha infatti messo sul piatto circa 15mila euro per aiutare i cittadini a ristrutturare le facciate in pietra delle abitazioni. Per ridare luce e bellezza al centro storico (e non solo), l’amministrazione comunale ha deciso di raddoppiare le risorse previste lo scorso anno. Come sta andando? Per adesso sono 10 le domande arrivate in municipio che l’ente locale potrà soddisfare con un contributo massimo di 2000 euro per ogni immobile (esattamente il doppio rispetto al 2019). «A luglio abbiamo deciso di duplicare il contributo per incentivare ulteriormente il processo di valorizzazione dei nuclei di antica formazione - spiega il sindaco Manolo Rossini -. Il bando prevedeva un contributo di 70 euro al metro quadrato invece dei 45 erogati nel bando del 2019. Andremo a coprire l’80-90% della spesa complessiva sostenuta da ogni richiedente». Al nuovo bando hanno potuto partecipare anche i proprietari di abitazioni situate al di fuori del centro. «Dopo aver accontentato chi ha casa in centro - aggiunge il sindaco - cercheremo di aiutare, fondi permettendo, chi vive anche in altre zone». IN EFFETTI qui le case storiche con muri in pietra sono un po’ in tutto il paese. L’anno scorso gli effetti economici dell’operazione sono stati molto positivi: a fronte dei mille euro erogati dal Comune come contributo, i privati hanno speso cinque volte di più. Vale a dire che gli ottomila euro finanziati per il bando 2019 ne hanno movimentati circa 40 mila. Insomma: per rimettere in ordine il paese e tenersi stretti i villeggianti, i residenti si stanno dando da fare. In due anni da queste parti sono state ristrutturate venti case con pietra a vista. Il regolamento prevede che i lavori debbano essere ultimati entro la fine dell’anno, ma considerata l’emergenza sanitaria il termine potrebbe essere prorogato al 28 febbraio.

M.BEN.
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