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12.10.2020

Sport,
un campione
che abbatte ogni limite

Nicola Rocca col presidente della società, Andrea BoroniL’atleta paralimpico dopo il record centrato a Pioltello
Nicola Rocca col presidente della società, Andrea BoroniL’atleta paralimpico dopo il record centrato a Pioltello

Un altro successo per l’Athletic club di Villa Carcina; un successo circondato però dall’assordante silenzio delle istituzioni locali. Sabato il 51enne Nicola Rocca ha stabilito a Pioltello (Milano) il record sulla distanza del miglio in pista per la categoria T46 paralimpica. Lo ha fatto gareggiando nel circuito Fispes, e dopo le vittorie del mese scorso ha firmato la nuova impresa fermando il cronometro a 5,37. Sempre nella categoria T46, a settembre durante le gare di Jesolo si era laureato campione italiano nei 1500 metri ottenendo il suo personal best, e nella stessa giornata aveva portato a casa un altro oro negli 800 metri. Risultati che si aggiungono ai titoli italiani ottenuti due anni fa a Nembro, quando era salito sul podio per i 400 e 1500 metri. Rocca è iscritto al club di Villa Carcina e viene allenato da Andrea Boroni, che è anche presidente della società nata da poco ma che sta già facendo parlare molto. «Siamo entusiasti dei traguardi raggiunti - commenta Boroni -. Il record di Rocca sarebbe un ottimo tempo anche per i normodotati. Un esempio che faccio spesso? Provate a correre per cinque minuti con un braccio legato dietro la schiena. È la punta di diamante della nostra squadra e noi abbiamo portato qualcosa di nuovo a Villa Carcina». Pur con le limitazioni create dal Covid, il club, come dimostrano i risultati, è in ottima salute e si sta ampliando. «Vogliamo potenziare il settore paraolimpico e dare a tutti coloro che vorranno cimentarsi la possibilità di seguire un vero corso di avviamento all’atletica paralimpica - prosegue il presidente -. Per farlo partire ci manca un solo iscritto. Per ora sono 4, col quinto potremo iniziare. Sembrano pochi, ma quando c’è un problema fisico è più complesso organizzare gli allenamenti, e spesso il rapporto è di un tecnico per ogni atleta». I RISULTATI ottenuti, però, per ora non registrano segni di vita del Comune e dell’assessorato allo Sport. La speranza è che in tempi brevi anche le istituzioni trovino il tempo per stringere la mano al campione e congratularsi con la società. Perché lo sport non è fatto solo di calcio. •

Marco Benasseni
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