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Centralino Germani rovente. «Ma sarà vera questa offerta?»

di Marta Giansanti
Centinaia di chiamate dopo la proposta di 3.500 euro al mese Sui social voci contrastanti: «Anche in fonderia ci si può arrivare»

«Sta chiamando per l’annuncio?»: rispondevano così ieri pomeriggio i centralini infuocati della Germani. La ditta di trasporti di San Zeno è ora al centro di un caso dopo avere dato il via a una sorprendente campagna di reclutamento personale aperta fino a fine luglio: 50 le posizioni disponibili, stipendi netti mensili dai 2.800 ai 3.500 euro, oltre a tredicesima, quattordicesima e un premio una tantum di 5 mila euro per i nuovi assunti e di 6mila se possessori di certificazioni Adr. Un’offerta dall’enorme clamore e che ha fatto gola a molti autisti, alcuni dei quali, in questi primi giorni di candidature, non sono nemmeno riusciti a prendere la linea, tanto era il traffico che si è scatenato tra chi ha cercato di mettersi in contatto con l’azienda. Chi è stato più fortunato, e ha lasciato le proprie generalità e la propria «dotazione» per quello che riguarda la patente, dovrà adesso in ogni caso attendere che l’azienda si faccia viva: «Saranno i responsabili dell’ufficio risorse umane poi eventualmente a ricontattare le persone che si sono candidate una volta vagliati tutti i curriculum», spiegano gli addetti al ricevimento delle telefonate.

Ai neo assunti verranno affidati «autoarticolati nuovi di fabbrica, con dotazioni di comfort e sicurezza di ultimissima generazione», promette l’inserzione. Ma dovranno essere già in possesso di patenti CE e Cqc, requisito fondamentale per l’azienda di trasporti. Per i colloqui infine, per agevolare chi ovviamente in settimana lavora, viene data la possibilità di incontrarsi anche il sabato e la domenica. Massima apertura sul mercato, quindi. L’annuncio, nato prima come semplice inserzione pubblicitaria e poi rilanciato da Bresciaoggi nell’edizione di ieri, ha scatenato non solo «l’inferno» telefonico e l’invio a cascata di curricula e richieste di info, ma anche una pioggia di commenti, di diverso tenore, sui nostri canali social. «Dovrebbero indicare come ci si arriva a 3.500 euro al mese, altrimenti è solo propaganda», è il pensiero di un utente Facebook. Una frase che, a sua volta, ha aperto ad ulteriori discussioni: «Lavorando e facendo ore massacranti. La tua vita diventa solo il camion», è la risposta di un altro utente. Confronti a più livelli, in una sorta di analisi dell’«essere camionista», nel botta e risposta tra sconosciuti ai tempi dei social: «Tornano a casa un giorno alla settimana (non per mesi) e comunque nessuno li obbliga a fare questo mestiere. Meglio che fare l'operaio in fabbrica a 1200 euro con i quali, di sicuro, non vivi senza pensieri». «Nelle fonderie o ferriere varie sul suolo bresciano fai le stesse ore che fai da Germani, o in altre ditte di trasporti, e i 3.500 euro li superi alla grande. E in più alla sera sei a casa con i pasti pagati - risponde qualcun’altro -. Senza tutti i pericoli sulla strada e sperando di non rompere un fanalino che poi devi pagare di tasca tua. È un lavoro che devi avere nel sangue, perché comporta tanti sacrifici. Non si può guardare solo al guadagno. Ne ho visto molti iniziare a fare i camionisti e dopo poco tornare in fabbrica».

Punti di vista diversi e contrastanti. Nel mezzo le testimonianze di chi, quel mondo lo ha vissuto sulla propria pelle: «Ho fatto il camionista e ora lavoro in fonderia - confida un utente -, mettiamo caso si guadagni veramente 3.500 euro al mese, ma se prendi quella cifra sei fuori pure il fine settimana a dormire in qualche parcheggio, devi pagarti il mangiare e la doccia la sera. Ora: cosa ti resta in mano? Io ho fatto due calcoli e ho preso una decisione: meglio in acciaieria. Tra premi vari si può arrivare anche a 2.600 euro, lavorando otto ore». Due vite messe a confronto in più di un’occasione: «L'operaio fa i tre turni a 1.700 euro per sette ore e trenta, perché mezz'ora la fa in mensa in pausa pranzo, e dopo una doccia va a casa. Il camionista le 7 ore e mezza le fa al mattino e al pomeriggio ne fa altrettante, come minimo; l'ora del pranzo nei programmi di viaggio non è contemplato; finito il lavoro non rientra a casa e non sempre riesce a farsi una doccia; a cena non sta con la propria famiglia ma in qualche ristorante chissà dove; la notte la passa in un piazzale. Nei 3500 euro (che tutto sommato non sono male) si deve togliere la colazione (3/4€), il pranzo (7/16€), la cena (15/20€), la doccia (3/4€). Ciò che rimane va diviso per le 15 ore di impegno giornaliero e si capirà il motivo perché non si trovano più camionisti». In ogni caso c’è pure chi si stupisce: «Ma sarà vera questa offerta?». Non resta che alzare la cornetta e comporre il numero indicato (lo vogliamo riportare: 030-2160625). Soltanto così lo si potrà scoprire.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA