brescia e il commercio

Freccia Rossa: addio anche al food, in attesa di un futuro

di Eugenio Barboglio
Dopo le gallerie dei negozi al primo piano, deserta anche la zona dei ristoranti e bar: via Mc Donald's e le altre attività. L'ultimo bar assediato dalla calura. Restano telefonia e poco altro nella hall. Prosegue la procedura per la vendita
La scala mobile che dalla hall di ingresso portava al piano superiore è chiusa e tornerà in funzione soltanto per il cinema  FOTO/ONLY CREW
La scala mobile che dalla hall di ingresso portava al piano superiore è chiusa e tornerà in funzione soltanto per il cinema FOTO/ONLY CREW
Brescia, al Freccia Rossa chiude Mc Donald's e l'area food. Primo piano in balia dei vandali

Se ne è andato anche Mc Donald’s. Niente più hamburger al Freccia Rossa. Ma fosse solo quello... Al primo piano era rimasta solo l’area food, via per il resto tutti i negozi. Le transenne nelle galleria parlavano chiaro. Ma chi andava al cinema aveva almeno tortellini e pastasciutte o appunto gli hamburger. I cinema riapriranno a fine estate, ma lo spuntino prima o dopo la proiezione bisognerà andare a farlo altrove. Lì ormai è tabula rasa. Non si può neppure più salire dalle scale mobili. Il Freccia Rossa è ridotto alla hall di ingresso: la telefonia fa la parte del leone, anche se la savana è un orticello. Poi un bar, estetica, parrucchiere, un negozio sportivo. Tutto qui. La metà delle persone che entrano è o per andare al supermercato Italmark o per prendere un po’ di fresco. Non è il caso del bar al primo piano, l’ultimo ad arrendersi dell’area food, che ha retto anche senza aria condizionata (mantenuta solo al piano terra). Esausto per la calura, ha chiesto 15 giorni di ferie, poi si vedrà. Un uomo della sicurezza si aggira per la hall, e spiega a chi vorrebbe salire che non si può. «Che succederà qui» gli chiede un ragazzo. «Non so, vedo solo la deriva», dice.

Porta forzata a primo piano da dove si può penetrare nell’area food
Porta forzata a primo piano da dove si può penetrare nell’area food

In autunno un po’ di vita tornerà con i cinema, la Wiz e la sala giochi all’ingresso delle sale saranno le sole attività a riprendere. Ma forse in autunno anche la guardia e il ragazzo curioso sapranno di più del destino della grande struttura alle porte del centro storico, che quando nacque fece arrabbiare i commercianti del centro e che ha vissuto non moltissimi anni di splendore, almeno finché non è nato Elnòs. Ma quella del più grande che mangia il più piccolo è una dura legge che nella grande distribuzione sembra non prevedere eccezioni.

Centro commerciale Freccia Rossa, via il negozio di tecnologia e l'area food, chiuso il primo piano

In autunno potrebbe esserci il passaggio a una nuova proprietà e potrebbe partire il nuovo modello di Entertainment center, il polo ludico che gli attuali proprietari hanno immaginato per ridare smalto e valore al Freccia Rossa, che come centro commerciale tradizionale ha visto la sua parabola spegnersi da alcuni anni. Il modello di entertainment sarà dunque alla fine la carta da giocare tra via Ugoni e viale Italia. Le ipotesi di interessamenti dell’Università prima e dell’Asst Spedali Civili poi per spostarvi alcune funzioni durante il periodo dei cantieri al Satellite sono tramontate. Gli Spedali Civili di spazi ne avranno senz’altro bisogno, ma li cercheranno altrove, magari sfruttando strutture già proprie e già in uso come il Richiedei a Gussago.

Intanto il Freccia Rossa è condannato a questa lunga transizione, che passa inevitabilmente da uno stillicidio di addii, con contratti chiusi rapidamente e dipendenti ricollocati dalle catene. La fine dell’area food fa ripensare a quando sciamavano dagli uffici del circondario per la pausa pranzo, scegliendo tra il cibo simil texano e le piadine. Il bar all’angolo dell’area food era rimasto l’ultimo presidio di quella stagione passata. La vicenda del centro commerciale che da sempre ha infiammato la politica occuperà anche la prossima campagna elettorale per il Comune di Brescia. C’è da starne certi. In un modo o nell’altro, che sia per celebrarne il rilancio dovessero andare in porto le trattative in atto, o per brandire il suo declino come simbolo di politiche commerciali sbagliate.•.