In Valcamonica

Super stalla a Paisco Loveno: rilancio della zootecnia o cattedrale nel deserto?

di Lino Febbrari
A Paisco Loveno i pascoli sono ormai degradati o spariti, così come gli addetti ai lavori. La nuova struttura da oltre mezzo milione voluta dal sindaco fa discutere
La stalla che sta nascendo nell’area del castagneto didattico
La stalla che sta nascendo nell’area del castagneto didattico
Il cantiere aperto a Paisco Loveno per il progetto zootecnico: la stalla che sta nascendo nell’area

Soldi buttati dalla finestra per costruire l’ennesima cattedrale nel deserto oppure un investimento mirato per cercare di rilanciare il comparto agricolo in difficoltà nel più piccolo Comune della Valcamonica? È questo l’interrogativo che si pongono in molti a Paisco Loveno (e non solo) dopo l’avvio nelle scorse settimane del cantiere che porterà all’edificazione di una mega stalla, con caseificio e fienile annessi, nel castagneto didattico realizzato qualche anno fa dal Consorzio forestale e minerario della Valle Allione. Un intervento finanziato dalla Regione con oltre 800mila euro, i cui lavori sono stati aggiudicati per una cifra superiore ai 560mila. E che appunto sta facendo discutere.
Un cittadino «speciale» ha preso carta e penna per esternare tutta la sua contrarietà all’operazione che considera inutile e, appunto, solo uno spreco di denaro pubblico: il suo scritto, oltre che protocollato in municipio e affisso nelle bacheche del paese, è stato consegnato in Comunità montana e distribuito anche nei centri abitati vicini. «Per come è messo adesso il nostro territorio - spiega Giacomo Mascherpa, a metà degli anni Novanta per un mandato braccio destro dell’attuale primo cittadino di questa micro comunità - è inconcepibile una spesa del genere. La poca campagna che avevamo, che è anche posta su versanti impervi e difficilmente coltivabili, da tempo è completamente abbandonata, disastrata. Non c’è più nessuno sfalcio di quelli che una volta erano prati e che oggi assistono all’inesorabile avanzata del bosco. Bisogna perciò mettere in conto che un allevatore che mirasse a gestire questa struttura dovrebbe acquistare tutto il foraggio. Ribadisco quindi che considero l’investimento fuori da ogni logica imprenditoriale».

All’anagrafe sono iscritti poco meno di 180 cittadini

Dopo aver aggiunto che il suo pensiero è ampiamente condiviso in zona («In questi giorni mi sono confrontato con diverse persone, fra cui molti agricoltori e piccoli allevatori del fondovalle, e non ne ho trovata una che approvi l’intervento»), l’ex vicesindaco aggiunge che due anni fa in una riunione pubblica dedicata appunto a questo progetto «avevo chiesto alla giunta se aveva delle credenziali da mettere sul tavolo. Ovvero, per esempio, se a Paisco ci fosse qualcuno che intendesse recuperare 6/7 ettari di terreno in sfalcio - prosegue Mascherpa -. Quello almeno sarebbe stato un piccolo supporto per questa avventura che forse così poteva andare a buon fine. Invece, per come è stata portata avanti, si rivelerà solo un buco nell’acqua e nei prossimi anni ci troveremo ad ammirare questa inutile e costosa struttura andare in malora poco alla volta». La costruzione del complesso agricolo effettivamente fa storcere la bocca a molti. Che si tratti di un intervento divisivo e per certi versi incomprensibile lo si intuisce parlando con i pochi residenti che animano il borgo: all’anagrafe complessivamente sono iscritti poco meno di 180 cittadini, ma quelli che ci abitano in questo periodo sono meno di un’ottantina.

Il sindaco: «Non costerà un centesimo alle casse comunali»

Il cantiere aperto a Paisco Loveno per il progetto zootecnicoLa stalla che sta nascendo nell’area del castagneto didattico
Il cantiere aperto a Paisco Loveno per il progetto zootecnicoLa stalla che sta nascendo nell’area del castagneto didattico

Alcuni lo ritengono un capriccio del sindaco e pensano che era meglio spendere questa somma diversamente; magari sistemando il territorio. Ovviamente Bernardo Mascherpa, che in diversi ruoli governa questo Comune da oltre trent’anni, difende a spada tratta quella che considera a tutti gli effetti una sua creatura. «Abbiamo voluto fortemente una stalla a Paisco perché riteniamo che la figura di un allevatore sia estremamente importante per il nostro territorio - afferma convinto -. Da più di vent’anni avevamo in mente questa idea e finalmente, grazie all’aiuto di Palazzo Lombardia, siamo riusciti a ottenere il finanziamento per l’opera che non costerà un centesimo alle casse comunali e che ci permetterà di mantenere l’agricoltura in un paese montano che va preservato». «Per assicurare il buon esito dell’iniziativa - assicura e conclude - ci avvarremo della consulenza e del supporto di Unimont (l’Università della montagna di Edolo) e di tutte le altre realtà che stanno operando per far crescere e mantenere vivo il settore dell’agricoltura di montagna».•